Lievore Altherr racconta Paravan

© Marco Covi

Da anni, Alberto Lievore e Jeannette Altherr contribuiscono a tradurre in un linguaggio formale la visione di Arper, grazie a collezioni iconiche come Leaf, Catifa e la più recente Arcos. Qui, i due designer di Barcellona ci presentano la loro nuova creazione: Paravan.



Come descrivereste la gestualità di Paravan?

Paravan è armonioso e scultoreo: un equilibrio tra un punto focale e uno sfondo silenzioso.

© Scheltens & Abbenes

Come si è evoluto il design di Paravan?

Quando abbiamo iniziato a progettare Paravan, avevamo in mente ambienti che necessitassero di soluzioni più delicate e discrete per definire lo spazio. Ci occorreva qualcosa di basico e flessibile, ma non visivamente anonimo. O non del tutto, almeno. Con Paravan siamo riusciti a creare una forma di organizzazione dello spazio capace di adattarsi a contesti molto diversi fra loro.


Per quali ambienti è stato creato Paravan?

Paravan si combina ottimamente con tutte le collezioni Arper: è uno sfondo omogeneo che funge da contesto ai diversi prodotti. Così come Parentesit, Paravan è fonoassorbente e dota lo spazio di un focus sia acustico che visivo. I diversi elementi assemblabili permettono una miriade di combinazioni, dalle pareti ampie e aperte che fungono da divisori dello spazio, alle zone parzialmente o totalmente chiuse, dove c’è bisogno di privacy. Abbiamo anche previsto la possibilità di inserire una scaffalatura o un appendiabiti; altre funzionalità sono in fase di sviluppo.
Paravan ha un’estetica flessibile e non invadente: si adatta a contesti sia office che hospitality — ma questa è una qualità intrinseca di tutte le collezioni Arper. Quando lo abbiamo progettato, lo immaginavamo collocato negli spazi di incontro o di lavoro o lounge degli uffici, ma anche negli hotel o nei ristoranti, come spazio privato per telefonare o semplicemente come divisorio.

© Scheltens & Abbenes

Vi siete ispirati a qualche scultore o architetto in particolare durante il processo di progettazione di Paravan?

Ci piace il gesto silenzioso ma potente delle sculture di Richard Serra. Ma anche l’architettura è stata una grande fonte d’ispirazione. Anni fa, abbiamo avuto la fortuna di visitare le case di Luis Barragán a Città del Messico.
Siamo rimasti impressionati dalla forza emotiva del colore utilizzato per i muri — colori davvero inconsueti come il rosa, il giallo, il rosso acceso, il blu. Incredibilmente, non li si percepiva come artificiali, bensì naturali, per via della consistenza delle pareti. Il tessuto può offrire la stessa sensazione materica: strutturata, ricca, calda.
Il colore è molto importante per noi. A differenza di altri prodotti che hanno una gamma di finiture limitata, la collezione Paravan può essere rivestita con quasi tutti i tessuti del catalogo Arper. Questo apre a un incredibile ventaglio di possibilità cromatiche. Con Saya, Kinesit e Catifa New Editions abbiamo esplorato il colore da molteplici prospettive, ma in una superficie ampia come quella di Paravan tutto ha una scala e un impatto differente.

© Joevare © Nedra Westwater

In che modo il colore ha influenzato il vostro design dal punto di vista sia estetico che pratico?

Siamo interessati al colore da sempre, pur se non viene considerato parte integrante della formazione di un industrial designer. Noi designer, alla fine, non abbiamo grande influenza sui colori dei prodotti che progettiamo: è il cliente a personalizzare gli imbottiti, per adattarli al suo gusto e allo spazio che andranno a occupare. Per questo, nell’industrial design il colore è sempre stato considerato appannaggio del marketing.
Con Catifa le cose sono cambiate. Ci siamo resi conto che una sedia in un colore deciso appare completamente diversa se accostata a un’altra di colore bianco. Variazioni nella proporzione, nella superficie e nella forma creano composizioni completamente diverse. Non si può negare che esista un’interazione fra colore e forma. Per noi è stata una specie di rivelazione.
Grazie al sostegno di Arper, e specialmente del titolare Claudio Feltrin, abbiamo iniziato a vedere il colore in modo completamente diverso. Il colore è assai più che semplice marketing. È design. Da quel momento, il colore è diventato una caratteristica importante di molte collezioni Arper: Saya, Duna, Kinesit, Catifa New Editions (di fatto, una rivisitazione puramente cromatica) e lo scorso anno Arcos. Hanno cominciato a parlare di Arper come del “brand dai colori belli e speciali”, cosa evidente non solo nel design, ma anche nella fotografia e nella creatività degli allestimenti.


Cosa significa il colore per voi?

Sembra facile scegliere un colore, ma è molto più difficile usarlo e combinarlo con l’arredo e gli elementi che compongono l’architettura. Abbiamo definito alcuni princìpi per aiutare a sperimentare con i colori di Paravan. Primo: decidere chi deve essere il protagonista — gli elementi dell’architettura, l’arredo o la sintesi di entrambi? Secondo: definire il mood che si desidera creare. Terzo: stabilire con chiarezza il modo in cui si vuole usare il colore — a blocchi, parzialmente a blocchi, oppure un gioco con diverse sfumature della stessa tonalità, per ottenere una composizione vivace ma controllata.

© Illustration Nadia Hafid

Che consigli date per l’uso dei colori nella collezione Paravan?

Sembra facile scegliere un colore, ma è molto più difficile usarlo e combinarlo con l’arredo e gli elementi che compongono l’architettura. Abbiamo definito alcuni princìpi per aiutare a sperimentare con i colori di Paravan. Primo: decidere chi deve essere il protagonista — gli elementi dell’architettura, l’arredo o la sintesi di entrambi? Secondo: definire il mood che si desidera creare. Terzo: stabilire con chiarezza il modo in cui si vuole usare il colore — a blocchi, parzialmente a blocchi, oppure un gioco con diverse sfumature della stessa tonalità, per ottenere una composizione vivace ma controllata.

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