Arper alla Biennale di Venezia

© ph. varianti.it

Il tema della 12. edizione della Mostra Internazionale di Architettura, che si è svolta a Venezia dal 29 agosto al 21 novembre 2010, è stato, per il Padiglione Britannico, Venezia stessa. Lo studio muf architecture/art, direttore artistico di questa edizione, ci ha fornito un’indicazione ben precisa: i soli oggetti che avremmo potuto portare con noi dalla Gran Bretagna erano gli otto taccuini del XIX secolo di John Ruskin, che ci erano stati prestati dalla Ruskin Library della Lancaster University. Ruskin acquistò questi quaderni proprio a Venezia, e li utilizzò per gli appunti del suo grande capolavoro, Le Pietre di Venezia.

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Quanto al resto del materiale, avremmo dovuto cercarlo in Veneto (indicazione che sottintende un messaggio più ampio: in ogni progetto di design, bisogna iniziare osservando i dettagli del luogo in cui ci si trova).Da qui è nata la splendida opportunità di lavorare con Arper, e usare le sedie Leaf e Palm per il nostro Padiglione.Arper nasce a Treviso, a venti chilometri da Venezia, e si afferma ben presto come un’azienda del territorio ma dal respiro internazionale: poggiando da sempre su una rete di fornitori locali, principalmente italiani, fornisce prodotti che offrono qualità e design di altissimo livello, apprezzati in tutto il mondo.

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La sedia Leaf, con il delicato design della sua struttura metallica, è diventata parte integrante della Lagoon Room, dedicata all’esplorazione del rapporto tra la città di Venezia e l’ambiente circostante. Abbiamo messo al centro della stanza-atelier un tavolo da disegno realizzato dalla falegnameria veneziana Spazio Legno, e abbiamo invitato i visitatori a sedersi su una delle sedie Arper per disegnare gli uccelli che abitano nella laguna.

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A questo scopo è stata gentilmente offerta dal Museo di Storia Naturale di Venezia una collezione di uccelli imbalsamati, alcuni dei quali ormai estinti, sistemati in modo tale che sembrassero guardare fuori, in direzione della laguna e verso una vasca posizionata all’esterno, nello spazio antistante il padiglione. Questa vasca, di circa 15mq, è stata riempita di acqua salmastra proveniente dalla laguna per accogliere la diversità e ricchezza della flora locale, tipicamente veneziane.

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Creata dagli studiosi di scienze naturali Jane da Mosto e Lorenzo Bonometto, la vasca lunga 9 metri, è stata uno dei progetti più ambiziosi del padiglione, capace di catturare la curiosità e stimolare l’interazione di centinaia di bambini che, dalle scuole veneziane, sono venuti a visitarlo.Ora che la Biennale ha chiuso i battenti torniamo a casa accompagnati da un senso di leggerezza, e ci auguriamo che il materiale esposto alla Mostra trovi una sede permanente a Venezia. Soltanto i taccuini di Ruskin e un paio di scatole piene di cataloghi torneranno con noi in Gran Bretagna. È però vero che, grazie a quello che muf descrive come un progetto Two way Traffic, “a doppio senso di marcia”, portiamo con noi un bagaglio di idee che troveranno certamente forme e realizzazioni nuove nel prossimo futuro.A cura di Vicki RichardsonDirettore di architettura, moda e design al British Council e Commissario del Padiglione Britannico

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