Nel cuore della Regina delle Dolomiti, al quarto piano de La Cooperativa di Cortina, nasce The Roof Cortina: un bistrot & lounge bar che intreccia architettura contemporanea, tradizione ampezzana ed eccellenza culinaria, ad un profondo senso di responsabilità verso l’ambiente e il territorio.
Firmato da Carlo Saccardo dello studio B69 Architetti di Vicenza, insieme all’architetto cortinese Maurizio Mattioni, il progetto trasforma un ex deposito in un salotto panoramico dove ogni dettaglio racconta il territorio. Lo spazio offre una vista privilegiata sulle Dolomiti – Patrimonio Mondiale dell’UNESCO dal 2009 – celebrazione della loro bellezza e del valore paesaggistico e geologico.
Il presidente Paolo Ghezze aggiunge: “Da un ex magazzino è nato uno spazio di aggregazione che continua a interpretare i valori della Cooperativa, offrendo una vista impareggiabile sulle Dolomiti.”


L’interior design si ispira alla cultura locale, con l’uso scenografico del legno recuperato da un antico fienile ampezzano, lavorato artigianalmente dalla falegnameria Menardi. Le ampie vetrate incorniciano le cime, mentre una finestra a forma di stella alpina — simbolo de La Cooperativa — apre un dialogo poetico con il paesaggio.
“The Roof Cortina riflette l’identità della Cooperativa: un luogo d’incontro, di tradizione e di condivisione dello spirito di Cortina”, spiega la direttrice Emanuela de Zanna.


Catifa Carta: sostenibilità e leggerezza
Elemento centrale dell’arredo è la seduta Catifa Carta, con scocca in PaperShell, un materiale innovativo ottenuto da fibre di carta riciclata. Il suo design circolare, che la rende la prima seduta con scocca carbon negative, rappresenta una sintesi tra estetica e responsabilità, in perfetta sintonia con l’ambiente.
Catifa Carta si distingue per la forma essenziale e la leggerezza visiva della sua silhouette senza tempo, amplificando il dialogo tra materia e luce che dà identità agli interni del bistrot.
“La sinergia tra architettura, ospitalità ed approccio progettuale sostenibile ci riempie d’orgoglio”, sottolinea lo chef e manager Graziano Prest.




La scocca è realizzata interamente in PaperShell: 29 fogli di carta provenienti da fonti responsabili e uniti da una resina naturale danno vita a un materiale resistente, capace di ridurre l’impatto ambientale sequestrando CO₂. Al termine del suo ciclo di vita, Catifa Carta può essere trasformata attraverso pirolisi in biochar, un carbone vegetale che trattiene il carbonio e restituisce fertilità alla terra. Un gesto che chiude il cerchio della materia, rinnovando il legame tra design, natura e futuro.
Responsabilità ambientale, etica e sociale sono al centro della visione di Arper: Catifa Carta ne rappresenta l’essenza, simbolo concreto di un impegno verso un’economia circolare e consapevole.
Crediti
Architetto: Carlo Saccardo (Studio B69 Architetti), Maurizio Mattioni
Foto: Bandion.it
Prodotti Arper: Catifa Carta