Lavoro: che cosa ci ha insegnato la pandemia

Introduzione

La pandemia da Covid-19 ha forzato la più grande esperienza di massa di lavoro a distanza a livello mondiale. Da misure inizialmente emergenziali, ci troviamo oggi all'adozione di modalità alternative e miste di lavoro, che portano alla luce nuovi quesiti per le aziende, relativi non solo al benessere dei dipendenti e alle strategie di gestione delle risorse umane, ma anche alla progettazione degli spazi di lavoro. Spazi che devono offrire alle persone esperienze di valore perché dotati di maggiori servizi e più connessi al tessuto cittadino. Ne parliamo con Despina Katsikakis, Head of occupier business performance in Cushman & Wakefield.

Residenza privata, ph: Salva LopezResidenza privata, ph Salva Lopez

I Lavoro a distanza: che cosa abbiamo
imparato dalla pandemia

Abbiamo capito che il remote working è possibile e che questa sperimentazione forzata a larga scala ha avuto aspetti positivi. Despina Katsikakis riferisce che “oltre il 75% delle persone è in grado di concentrarsi e collaborare sfruttando le tecnologie in remoto. Più del 90% sente per la prima volta di godere della fiducia dei propri manager nel remote working (+30% rispetto al pre-pandemia)”. Ma quali sono le principali mancanze che i lavoratori patiscono nel non andare in ufficio? E quali i rischi per le aziende nel mantenimento e consolidamento della propria “cultura aziendale”?
Poiché “oltre il 78% delle persone desidera mantenere la possibilità di scegliere come, quando e dove lavorare”, in che cosa si trasformerà il posto di lavoro? Despina Katsikakis risponde a questi quesiti parlando di “un ecosistema che comprende la casa, l'ufficio e spazi terzi”.

 

 

II L'esperienza e il benessere delle persone:
una questione di diversità

“L'esperienza umana e il benessere dei dipendenti saranno al centro degli edifici in futuro”, precisa Despina Katsikakis. Ma come è possibile incentivare pratiche salutari anche nel contesto del lavoro in casa? O favorire relazioni più umane ed efficaci anche attraverso interazioni digitali a distanza?
“[Concentrarsi sul lato umano] è particolarmente importante perché non abbiamo solo cinque generazioni al lavoro, ma in esse riconosciamo molta più neurodiversità che mai. Quindi, sapere veramente che cosa le persone hanno bisogno è un'opportunità fondamentale”, sia nelle scelte dell’azienda, sia nella progettazione del posto di lavoro.

 

 

III IoT, dati in tempo reale e ambienti responsive
alla base degli uffici del futuro

Qual è la relazione tra tecnologia e benessere delle persone? Gli spazi di lavoro si stanno già dotando di app che consentono agli edifici di interfacciarsi in tempo reale con gli utenti finali. Despina Katsikakis indica le finalità che devono sottendere l’impiego di queste tecnologie.

Logan New York, ph. Mark MahaneyLogan New York, ph. Mark Mahaney

“Credo che queste interfacce, creando analisi predittive su modelli di lavoro riguardanti sia il benessere sia i comportamenti, trasformeranno il modo in cui utilizzeremo gli edifici in futuro”. Verso una tecnologia che si adatta al cambio aziendale, come ci spiega nel video.

 

 

IV L'ufficio come esperienza di valore.
Prendendo esempio dall'horeca

“[...] Storicamente abbiamo visto uffici progettati per rappresentare la gerarchia all'interno dell'organizzazione [...]. Quell'allineamento gerarchico non è più valido, perché se scegliamo di venire in ufficio per collaborare, per connetterci in modo creativo con gli altri”, racconta Despina. Quindi, quali saranno le priorità dello spazio lavorativo e quali nuovi modelli seguiranno i layout degli uffici?

 

 

V La relazione dell'ufficio con la città

“Pensare il lavoro come un ecosistema di luoghi ed eventi a supporto delle nostre necessità e convenienza e del nostro benessere porta maggiore attenzione allo sviluppo di ambienti ad uso misto e alla necessità di relazionarsi alla città in modo completamente diverso”. La dimensione urbana degli uffici è il nuovo quesito degli spazi contemporanei.

Il palazzo per uffici e servizi a uso misto in 22 Bishopsgate, Londra. Foto Etienne MaresIl palazzo per uffici e servizi a uso misto in 22 Bishopsgate, Londra. Foto Etienne Mares

“Poiché le persone lavorano di più da casa, vediamo opportunità di rilancio a livello locale e di strada, trasformando obsoleti luoghi di vendita al dettaglio in luoghi di lavoro sulla strada, dove costruire legami con la comunità locale”. Verso un nuovo luogo di lavoro che si ricollega alla città e a uno stile di vita di prossimità.

 

 

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