Materiali, colori e idee per lavorare a casa

Cesare Roversi, sistema 6x6Cesare Roversi, sistema 6x6

In questo momento di lavoro misto tra remoto e presenza in ufficio, aziende e designer si interrogano sul corredo di oggetti necessario, consapevoli che i prodotti nati per l'ufficio debbano trovare una nuova estetica, più domestica e personale, nuove dimensioni e usi. Ne parliamo con Gemma Riberti, Head of Interiors - Colour, Design and Product Development della società di trend forecasting WGSN.

Gemma RibertiGemma Riberti

“Il primo e significativo cambiamento nel mercato post-pandemia è che le aziende dell'ufficio, principalmente b2b, devono creare connessioni dirette con il cliente finale, non solo dal punto di vista dell'e-commerce, ma anche dei bisogni, considerando che sta entrando nelle abitazioni delle singole persone. Si punta alla personalizzazione affinché il consumatore finale prenda parte nel processo di scelta, sentendosi coinvolto e ascoltato. Non si tratta soltanto della 'domesticizzazione' dell'ufficio, fenomeno presente da qualche anno che ha visto il progressivo unificarsi delle collezioni commerciali e domestiche, ma più di un cambiamento di mentalità”.

Arper, Catifa e moodboard colori e texture dei tessuti di rivestimentoArper, Catifa e moodboard colori e texture dei tessuti di rivestimento

Arredi da ufficio che diventano domestici. “La domesticizzazione vede un attento uso del colore e delle texture. I grandi nomi hanno investito sulle tattilità creando partnership con aziende tessili, consentendo ampia possibilità di personalizzazione sia nelle tonalità che nelle finiture dei materiali. Le stampe e i colori sono più vivaci, inediti per il settore ufficio. Le proporzioni di tavoli e sedute si riducono, per meglio adattarsi alla casa, e si rendono più leggeri per essere facilmente spostati negli ambienti. Si nota una morbidezza inedita nelle imbottiture, una 'mano' e una fattura quasi artigianale dei tessuti che, nel caso delle sedie, spesso utilizzate in altre funzioni da quella del lavoro, sono facilmente sfoderabili e lavabili. Le implementazioni funzionali nascono dai requisiti nuovi”.

Benchmark, Noa Desk. Foto, David ClevelandBenchmark, Noa Desk. Foto, David Cleveland

Versatilità. “Leggerezza e flessibilità sono alla base di piccoli mobili contenitori che fungono, ad esempio, sia per organizzare i documenti sia come comodini intorno al letto. Cassetti, ripiani a scomparsa o cablaggi compaiono nei tavoli domestici, per rimuovere velocemente i device dal piano. Cambiare il 'setting' in maniera rapida è un prerequisito, non solo perché non tutti hanno il lusso di avere una stanza dedicata al lavoro, ma anche per staccare letteralmente dal lavoro. La versatilità si nota anche nell'illuminotecnica, che vede la comparsa di lampade da tavolo portatili e ricaricabili, superando il problema della presa di corrente. E la luce è calda, ripropone la temperatura della luce naturale”.

Sistema a scomparsa Bigfoot di ProtekSistema a scomparsa Bigfoot di Protek

Dall'emergenza a nuovi quesiti progettuali. “Dopo un anno e visto il prolungarsi dello smart working, le persone investono in prodotti di qualità più ragionati ed efficienti. Prodotti che stanno bene in casa e che possono rimanere in vista e si accordano stilisticamente con la casa. Per questa ragione, si nota grande attenzione da parte delle aziende anche alla qualità, durabilità e perfino all'usura di materiali e tessuti, chiamati al cambiamento dello stile di vita e a nuove necessità di igiene. Nelle strutture si privilegia il legno per il calore e la naturalità e perché migliora invecchiando e ben si accorda con gli arredi storici. Se le strutture sono di metallo, è più frequente che siano verniciate a polveri o gommate, ovvero 'scaldate' perdendo l'accezione industriale.

dooor, sistema di tende a soffietto, foto Denise Bonentidooor, sistema di tende a soffietto, foto Denise Bonenti

Portabilità. “Per lavorare ovunque è necessario circoscrivere gli ambienti per creare uno spazio privato. Abbiamo visto quindi un ritorno a partizioni mobili come separé o schermi divisori, una tipologia un po' obsoleta ma riletta attraverso legni e tessuti lavorati e costruzioni raffinate e non banali. Sono state coniate anche nuove parole come 'shoffice' – shaded office e ‘cloffice’ – closed office, quando l'armadio diventa mini ufficio richiudibile”.

L'outdoor. “Gli spazi esterni sono oggi percepiti come estensione dell'abitare, sia domestico che degli spazi lavorativi. Ci sono suggestioni interessanti alla base della progettazione: dalla biofilia che influenza il benessere fisico e mentale, al vivere l'outdoor tutto l'anno. Oltre a collezioni per il lavoro anche in esterno, assistiamo a un nuovo 'styling' degli arredi e dei device elettronici, ad esempio, più leggeri o capaci di gestire il riflesso accecante della luce naturale”.

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