Nearness, un nuovo modello di sviluppo / Milano

Introduzione

Durante la primavera dello scorso anno, la sindaca di Parigi Anne Hidalgo ha fatto dell’idea della città dei 15 minuti uno dei cavalli di battaglia per la sua rielezione. E da allora molte città internazionali hanno inserito il tema della prossimità tra le strategie di sviluppo. Tra queste anche Milano, che sta lavorando alla ripresa e trasformazione del capoluogo lombardo intervenendo anche sugli spazi del lavoro. Ma il cambiamento coinvolge molti altri settori, dallo sviluppo immobiliare alla grande distribuzione.

I Da dove nasce l’idea della città dei 15 minuti

La città in 15 minuti è un progetto di mobilità sostenibile lanciato da Carlos Moreno, scienziato franco-colombiano, con la passione per l’innovazione, e ripreso dalla sindaca di Parigi Anne Hidalgo nella sua campagna elettorale della primavera 2020.
Come sostiene Carlos Moreno durante la partecipazione ad un TED Talk: “Le città deformano il senso del tempo facendocene sprecare tanto solo perché dobbiamo adattarci all’organizzazione e alle lunghe distanze. (...) Vi propongo la città dei 15 minuti. In poche parole, le città dovrebbero essere disegnate o ridisegnate in modo che nel raggio di un quarto d’ora a piedi, o in bicicletta, l’uomo dovrebbe essere in grado di raggiungere ciò che viene chiamata esperienza urbana che, tradotta in poche parole, significa avere accesso al lavoro, cibo, alloggio, salute, educazione, cultura e tempo libero”.

Scheda utilizzata dalla sindaca di Parigi Alle Hidalgo per illustrare la città dei 15 minuti Scheda utilizzata dalla sindaca di Parigi Alle Hidalgo per illustrare la città dei 15 minuti

II Milano 2020, la strategia di adattamento

Il capoluogo lombardo ha colto immediatamente la sfida della capitale francese, e della sua sindaca, e in un documento aperto al contributo della città, ha inserito il tema della prossimità come elemento strategico. Nel documento si legge: “Serve, più in generale, una (ri)organizzazione dei ​tempi della città, oggi che Milano cambia ritmo.  (…) È importante ​riscoprire la dimensione di quartiere (la città raggiungibile a 15 minuti a piedi), accertandosi che ogni cittadino abbia accesso a pressoché tutti i servizi entro quella distanza”. Dall’introduzione del lavoro agile per il personale del Comune e delle sue partecipate sino all’utilizzo degli spazi di coworking cittadini, passando per le prestazioni svolte in “near working”, inteso come la possibilità di svolgere l’attività lavorativa in un luogo in prossimità della propria abitazione o domicilio. 

Sono le principali novità introdotte dalle linee di indirizzo per il decongestionamento e la desincronizzazione degli orari per arrivare a una migliore organizzazione dei tempi della città, approvate dalla Giunta comunale di Milano lo scorso mese di febbraio.  
Due i principali ambiti di intervento previsti dalle linee guida, che saranno attuate in via sperimentale dal Comune di Milano e dalle sue partecipate nei prossimi mesi, a cominciare dall’adozione del POLA (Piano Organizzativo del Lavoro Agile). Il piano prevede il consolidamento del lavoro agile quale modalità lavorativa complementare all’attività in presenza, a cui si affiancherà anche la sperimentazione di una nuova flessibilità oraria in entrata e uscita, oltre a una nuova dotazione tecnologica e digitale per il personale. Una trasformazione che passa anche da un radicale ripensamento dei luoghi fisici del lavoro". 

Coworking Copernico Zuretti, Milano, 2020 © Giulio GhirardiCoworking Copernico Zuretti, Milano, 2020 © Giulio Ghirardi

III Near working e Coworking, le azioni immediate

Milano sta ridisegnando gli spazi, i tempi e i modi del lavoro. Il calcio di inizio è stato dato lo scorso 15 marzo, in diretta streaming, “Lavorare vicino a casa - Coworking e Near working per la città a 15 minuti”, con un incontro ideato e realizzato dal Comune di Milano che ha messo a confronto il mondo delle istituzioni, delle università, delle imprese e dei sindacati. Durante l’incontro sono stati condivisi i risultati e le tematiche emerse dalle tre ricerche commissionate dal Comune e che esplorano la distribuzione dei coworking in città, la loro evoluzione e come questi possano contribuire alla costruzione di una nuova città fruibile in 15 minuti. In particolare, la ricerca condotta da TRAILab - Università Cattolica del Sacro Cuore, analizza le esperienze degli spazi di coworking durante l’emergenza pandemica e le opinioni dei coworking manager rispetto alle direzioni di sviluppo futuro.

Le 87 interviste dirette ai responsabili degli spazi, su un totale di 127 presenti in città, hanno rivelato che il 57% ha perso clienti durante il 2020 e il 48% ha dovuto diminuire il numero di postazioni. Dalla crisi però emergono segnali incoraggianti: il 35% dei gestori dichiara di aver avuto nuovi clienti proprio dal quartiere. Cambia quindi la clientela: il 37% ha dichiarato di avere dipendenti privati interessati a svolgere lo smart working in ambienti diversi dalla propria abitazione.

Coworking Copernico Zuretti, Milano, 2020 © Giulio GhirardiCoworking Copernico Zuretti, Milano, 2020 © Giulio Ghirardi

IV Servizi e quartieri, la mappatura
della Milano “by Foot”

Durante la Giornata Nazionale della Casa, organizzata da Scenari Immobiliari nell'ottobre 2020 - Istituto indipendente di studi e ricerche -, è stata redatta una classifica dedicata alla vivibilità dei quartieri milanesi. Dal report emerge come le aree meglio servite siano quelle che vivono tra il centro e la periferia. Nel caso di Milano, sono quelle che vivono tra le due circonvallazioni. Ad esempio, l’area tra Porta Vigentina-Porta Lodovica, collocata nella parte sud della città, tra due grandi arterie di traffico, è il quartiere con maggiori servizi nell’arco dei 15 minuti, che più avvicina Milano al modello teorizzato da Moreno. Qui convivono, a poca distanza, una zona residenziale, l’Università Bocconi e numerose strutture mediche pubbliche e private, che fanno si che questa parte della città sia un’unità di vicinato ricca di servizi. Subito a seguire, per le stesse ragioni, troviamo Città Studi e la Bicocca, collocate nella zona nord est della metropoli italiana; qui è stata la presenza di poli scolastici e universitari a favorire lo sviluppo dell’area come un micro cosmo in crescita. Una serie di servizi “walking distance” si generano grazie all’affluenza di studenti e giovani, e diventano un patrimonio a disposizione del resto della comunità locale, che ne fruisce, limitando così il bisogno delle persone di allontanarsi dal quartiere. Le zone che invece necessitano di più strumenti e azioni in previsione di una Milano “a portata di piedi” sono quelle alla sua periferia; mano a mano che ci si allontana dal centro di Milano, cuore nevralgico della città, diminuisce la presenza di scuole, impianti sportivi e per il tempo libero, strutture che sembrano essere un motore fondamentale per lo sviluppo di servizi servizi per la crescita delle aree in modo organico.

© Lorenzo Messina© Lorenzo Messina

V Anche la GDO scopre la prossimità, i nuovi format

Massimizzare la prossimità, ossia esserci quando, dove e come vuole il cliente, è senz’altro una priorità dei retailer. Così sono nati alcuni esperimenti, a cominciare dalla grande distribuzione, tradizionalmente abituata a gestire negozi di prossimità, che hanno portato alla creazione di concept differenti dal classico supermercato di quartiere, che incentrava la sua value proposition su un assortimento ristretto, allineato ai bisogni essenziali del target di zona. Un esempio ne è laEsse di Esselunga, un format di vicinato che nella sua versione più ampia comprende una caffetteria con cucina, uno spazio indipendente per i locker e un assortimento selezionato, con un focus sui freschi.
Mediaworld ha invece aperto nel giugno scorso a Varese il suo primo punto vendita Mediaworld Smart. Circa 100 metri quadrati di spazio espositivo, in cui si concentrano referenze selezionate, con la possibilità di ordinare direttamente in store i prodotti desiderati ma non disponibili, oppure di ritirare gli acquisti online. Sono inoltre attivi servizi di assistenza dedicata e consulenze mirate per soddisfare le esigenze tecnologiche della clientela. Il gigante del bricolage Leroy Merlin è invece partito dal Brasile per avviare il suo progetto di prossimità, con l’apertura del suo primo Express. Anche qui il filo conduttore è un assortimento mirato e servizi che rispondono alle richieste della clientela, che vanno dagli interventi di manutenzione quotidiana alla necessità di attrezzature domestiche, soluzioni tecniche o per le emergenze durante una ristrutturazione o una costruzione. Naturalmente, ai servizi si affianca la possibilità di ricevere la merce ordinata online oppure a domicilio, con consegna in quattro ore ed un servizio di installazione su richiesta.

VI Gli spazi urbani si rigenerano
per la nuova convivialità

Vudafieri-Saverino Partners, PRR Architetti e Lorenzo Noè hanno lavorato con cittadini, commercianti, enti territoriali per definire una proposta di riqualificazione concreta delle vie urbane che, nella città dei 15 minuti, cambiamo tempi e modalità di percorrenza.
L’intervento ipotizza la trasformazione di via Melzo a Milano in un’area con limitazione della velocità a 30 km/orari. La carreggiata – che conserva il senso unico di marcia – nel progetto è stata ristretta sottraendo superficie alle auto in sosta per consentire l’allargamento del marciapiede su entrambi i lati, attraverso l’utilizzo dei parklet. Il tracciato perde così linearità in favore di un percorso ricco di insenature, rientranze e allargamenti, utili non solo all’accrescimento delle aree per disporre i dehor dei bar e ristoranti, ma anche per ridurre la velocità delle auto. La carreggiata, così semplificata, è condivisa tra auto e biciclette, lasciando i grandi marciapiedi ai pedoni, alle aree attrezzate con l’arredo urbano e al verde che la rendono un luogo ideale per la sosta e la socialità.

Il sistema Valet ideato dallo studio Saverino Vudafieri per creare nuovi spazi urbaniIl sistema Valet ideato dallo studio Saverino Vudafieri per creare nuovi spazi urbani

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