Ottimismo, azione collettiva e sosten-abilità

06 luglio 2022

© Mika Baumeister

Cambiamento climatico, Pandemia, guerre. Siamo affetti da fenomeni funesti, apparentemente ingovernabili, che ci sovrastano e generano profonda inquietudine. Trovare risposte, strategie globali, embra  arduo. Ma molte sono già possibili e davanti agli occhi e le manifestazioni dedicate al design possono diventare un’occasione per riflettere e confrontarsi su questi temi. Così è stato per Neocon, fiera internazionale del contract e dell’ufficio di Chicago che quest’anno ha proposto un nutrito  palinsesto di talk. Tra i protagonisti, Shashi Caan, architetta, fondatrice dello studio di New York The SC Collective (2002) e del collettivo internazionale di formazione Globally We Design (GloWD), che invita ad un approccio ottimista che ribalti il nostro punto di vista: ponendoci in modo proattivo, anticipando anziché subendo i fenomeni grazie al potere delle Grandi Visioni, che si fondano sul sapere condiviso e interdisciplinare. È “come passare”, precisa Caan mutuando un titolo dal New York Times, “dal Climate Change al Climate Optimism. E cambiare lo stesso concetto di sostenibilità nell'idea di 'sosten-abilità' [sustain-ability]”, ovvero di potenziamento delle abilità grazie all'azione collettiva.

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Sashi CaanShashi Caan

La società del prossimo futuro: la complessità che ci attende

Nel 2050 la popolazione over 80 triplicherà (426 milioni di abitanti – fonte ONU), e 9 Paesi nel mondo (USA, India, Nigeria, Pakistan, Repubblica Democratica del Congo, Etiopia, Tanzania, Indonesia ed Egitto) ospiteranno circa il 50% della crescita della popolazione globale. “Siamo già nello scenario”, precisa Caan, “non si tratta di proiezioni. Ma è una crescita che, come nel caso del cambiamento climatico, non stiamo affrontando ma subendo”. Parlando, ad esempio, degli effetti che la crescita della popolazione avrà sul lavoro, Caan sottolinea che solo il 10% delle organizzazioni è preparata a governare una forza-lavoro multigenerazionale di cui, nel 2025, i Millennial ne corrisponderanno il 75% (fonte Deloitte). “Sono generazioni che hanno atteggiamenti, aspettative e valori connessi al lavoro profondamente differenti. Ma l'inclusione della diversità (età, provenienza, etnia) non è ancora  un concetto alla base delle strategie di governance”. Poi Caan analizza le abilità più richieste, già nel 2025, dal mondo del lavoro: pensiero critico e analitico; pensiero innovativo; capacità di problem-solving complessa; capacità di leadership e social influence; facilità verso tecnologia e informatica (fonti Forbes e Ivanti). Tutte caratteristiche che il 40% della forza lavoro attuale necessità di acquisire o aggiornare.

Il mondo del lavoro sarà governato dalla tecnologia. I prossimi 'top job' saranno tutti in ambito tecnologico, in un'industria che nel 2022 costituisce il 35% del totale del mercato globale del lavoro. E si stima che nel 2030 il mercato dell’Intelligenza Artificiale varrà 15 trilioni di Dollari. Parallelamente soltanto il 63% della popolazione attuale ha accesso al wi-fi. Per fronteggiare questo scenario ed essere pronti al cambiamento bisogna abilitare le comunità locali, a partire dalle loro opportunità di formazione. Ed è per questo che nel 2015 Caan co-fonda GloWD, uno dei primi collettivi non-profit internazionali che raduna professionisti interdisciplinari per attivare programmi di formazione in tutto il mondo, e che oggi raccolgono 40 scuole, altrettante facoltà e oltre 400 studenti.

Visione aerea di Central Park a New York. Foto Patrick T. KindtVisione aerea di Central Park a New York. Foto Patrick T. Kindt

Il potere delle Grandi Visioni

Il 40% del gas effetto serra è prodotto dall'industria delle costruzioni, ma perché gli architetti e i developer non siedono ai tavoli decisionali della politica? Solo progetti affrontati in modo strategico e multidisciplinare, come “early-adopter”, possono portare a Grandi Visioni, ovvero a scenari che raccolgono la complessità e la potenzialità del progetto, altrimenti non percepibili nell'analisi sfaccettata del dettaglio. Per far capire questo concetto Shashi Caan porta due esempi virtuosi.

Central Park ha aperto nel 1859 a Manhattan dopo 15 anni di costruzione. È lungo 4 km e largo 800 metri per 840 acri di superficie, di cui 770 sono di proprietà della Municipalità di New York. Quando è stato costruito, la popolazione era di circa 3 milioni di abitanti (oggi 8.5 milioni) e la città non si estendeva oltre la 14a Strada, pertanto l'area del Parco era aperta campagna. Tuttavia, cinque imprenditori hanno convinto la Municipalità a designare tale area ai cittadini, mostrando lungimiranza verso uno sviluppo urbano attento alla salubrità, equità e prosperità, pur all'interno di un'operazione speculativa.

Edilizia storica nel centro di Ithaca, oggetto di riqualificazione energetica. Foto Ty FinckEdilizia storica nel centro di Ithaca (Stato di New York), oggetto di riqualificazione energetica. Foto Ty Finck

Sempre nello stato di New York, la cittadina Ithaca di 30mila abitanti è interessata da un grande intervento a scala urbana di elettrificazione e decarbonizzazione dell'edilizia esistente, circa 6mila edifici entro il 2030, che porterà alla rivalutazione immobiliare e dei servizi – quindi un benefit finanziario – unitamente alla riduzione della Co2 emessa del 40% e alla creazione di 400 nuovi posti di lavoro. Il progetto è gestito dalla capofila BlocPower, start-up tecnologica per il clima, con investitori privati e pubblici.

“È un esempio”, precisa Caan, “di sosten-abilità: visione collettiva e proattiva per il futuro. E un caso che mostra quanto le soluzioni, come le tecnologie, ci siano già ma sia necessario metterle a sistema. Ci sono trilioni di dollari a disposizione dal Green New Deal; ma negli Stati Uniti sono stati rilasciati soltanto 180 milioni di dollari, perché applicati solo ad alcuni ambiti quali quelli tecnologici. Se gli architetti saranno capaci di incontrarsi con la politica locale, di istituire dei tavoli di lavoro interdisciplinari su problemi specifici, comprendendo le necessità, gli obiettivi e i valori sottesi a ciascun intervento in base alla sua stessa scala, allora potremmo comprendere il potenziale delle Grandi Visioni”.

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