San Francisco riprogetta l’outdoor per le persone

05 maggio 2022

“Reclaim Marker Street!”, un intervento temporaneo di segnaletica stradale, condotto dal Studio for Urban Project nell’arteria della città (2011)

Lo spazio pubblico progettato “dal basso”. Attraverso progetti che coinvolgono la comunità locale come agente del cambiamento. Spesso si tratta di interventi di “urbanistica tattica”: localizzati, realizzati con poche strutture o mezzi economici e con un ridotto processo burocratico, ma capaci di innescare in tempi brevi un miglioramento della vivibilità urbana. Progetti che riportano la vita in città outdoor, conferendo agli spazi nuove funzioni collettive come il gioco o il lavoro all'esterno.

[Leggi anche “Dal tetto alla corte, spazi fluidi”]

Alison Sant è co-fondatrice di Studio for Urban Projects a San Francisco, una realtà interdisciplinare di progettazione che lavora nell'intersezione tra architettura, urbanistica, arte e attivismo sociale. Da più di 15 anni si occupa di programmi pubblici e prototipazione urbana soprattutto a San Francisco, volti a conciliare, nel segno della giustizia sociale e della sostenibilità, gli interessi del settore pubblico e privato, delle associazioni di categoria e dei cittadini. Sant, che ha insegnato tra gli altri nel College of Environmental Design (University of California Berkeley), è autore del recente libro From the Ground Up: Local Efforts to Create Resilient Cities, che esamina come le città americane stiano adattandosi ai cambiamenti climatici creando maggiore equità e vivibilità. Nell'intervista ci porta alcuni esempi nella città di San Francisco di riappropriazione dello spazio pubblico urbano da parte delle comunità, nel segno della sicurezza dei cittadini, della vita outdoor e dell'accesso ai servizi per le comunità più svantaggiate.

Safe Passage Park (SPark), coordinato da studio Envelope, è il primo progetto dell'iniziativa TL Transforms in favore della comunità dei Tenderloin a San Francisco. Foto: Anne Hamersky

D      La pandemia da Covid-19 ci ha portato a sperimentare usi alternativi dello spazio pubblico o a forzare alcune regole municipali. Quali insegnamenti abbiamo tratto?


R      Abbiamo visto strade usate per mangiare, convertite in vetrine all'aperto e trasformate in campi da gioco o palcoscenici. E ciclisti e pedoni che serpeggiavano nelle vie, rallentando il corso a un ritmo umano. Negli Stati Uniti, sebbene questi interventi di pedonalizzazione abbiano avuto un grande successo in molti modi, hanno anche esacerbato le crescenti disuguaglianze urbane, perché non equamente distribuiti. Oggi, abbiamo l'opportunità di trasformare in operazioni a vantaggio di tutti esperimenti lanciati in un momento di emergenza.. Con il settore dei trasporti responsabile del 29% delle emissioni di GHG [gas a effetto serra] negli Stati Uniti, dobbiamo reclamare le nostre strade alle auto e concentrarci su investimenti verso le comunità. Un esempio è il Safe Passage Park nel Tenderloin di San Francisco, una delle zone più densamente abitate della città, con il più alto numero di figli pro-capite e di persone al di sotto della soglia di povertà. Il nuovo parco è stato progettato da Envelope e Studio O della Bay Area in collaborazione con i gruppi di sicurezza locale e cittadini volontari. È costruito lungo il percorso delle scuole locali, con un'area giochi all'aperto per i giovani, posti a sedere per i residenti e spazi aperti la comunità.

Park(ing)Day di Rebar è un’iniziativa nata nel 2005 per convertire spazi di parcheggio in aree outdoor per la collettività

D      Molti spazi outdoor urbani sorgono all'interno di proprietà private, quindi non sono propriamente pubblici.


R      I confini tra pubblico e privato cambiano in funzione del modo in cui gli spazi vengono utilizzati. Posti auto possono essere riadattati per realizzare un piccolo parco, come nel progetto Park(ing) Day del collettivo attivista Rebar [che nel 2005 ha convertito un parcheggio a tassametro in un parco pubblico temporaneo nel quartiere SOMA di San Francisco, in risposta al fatto che all'epoca il 70% dello spazio pubblico del centro urbano era dedicato ai veicoli privati, ndr]. Progetto che ha catalizzato, anche prima della pandemia, i programmi pubblici Parklet e Shared Space a San Francisco, grazie ai quali dagli iniziali 76 “parklet” sono stati conferiti oltre duemila permessi per spazi outdoor condivisi, un risultato senza precedenti. Sono esperimenti sullo spazio pubblico urbano che stimolano i cittadini a riflettere su come possono essere usati tali luoghi, considerando che negli Stati Uniti dal 25 al 35% dello spazio costruito di una città è costituito da strade, dominate dalle automobili. Un colpo di scena in questa narrazione è che, in seguito alla pandemia, molti di questi gli spazi sono stati utilizzati dai ristoranti i quali, sostanzialmente, li hanno privatizzati.

Living ShorelinesLiving Shorelines è un progetto di Space for Urban Projects, attuato in proprietà private, volto al comune obiettivo del ripopolamento della flora marina costiera. Foto: Packard Jennings

Le coste urbane degli Stati Uniti hanno subito cambiamenti simili in seguito alle designazioni private e pubbliche. Una volta, i confini delle città sfumavano nel naturale decorso delle zone umide che li circondavano. Con l'aumento della popolazione, lo Swamp Land Act degli Stati Uniti (1850) ha trasferito la proprietà delle paludi dal governo federale agli stati, affinché vendessero ai privati per costruire nuova terra. A causa dell'innalzamento del livello del mare, dovuto al cambiamento climatico, queste aree bonificate sono ancora una volta soggette alle maree. Con Studio for Urban Projects lavoriamo al progetto Living Shorelines, in collaborazione con l'Estuary & Ocean Center della San Francisco State University. Stiamo progettando una serie di reef modulari e facilmente dispiegabili, che contribuiscono a proteggere la barriera corallina di ostriche da mareggiate e maree in aumento, contribuendo a ripristinare la biodiversità. È un progetto che nasce in territori privati in tutta la Baia, ma utilizzati per il bene pubblico.

India Basine Shoreline ParkIndia Basin Shoreline Park: uno spazio outdoor implementato con tecnologie digitali per consentire alla comunità di Bayview-Hunters Point di lavorare o studiare all’aperto

D      Per un diverso uso dello spazio pubblico è necessario che in esso siano distribuiti i servizi che lo rendano davvero fruibile.


R      Nella pandemia da Covid-19 abbiamo imparato che molte persone non hanno un accesso adeguato alla tecnologia, compreso Internet. E quando l'accesso è consentito soltanto attraverso le strutture pubbliche, quali gli ambienti di lavoro o la scuola, nel caso esso venga meno, si esasperano le disuguaglianze sistemiche esistenti. I parchi, in alcuni casi, sono stati cruciali per la comunità. Ad esempio, l'India Basin Shoreline Park, sebbene fosse ancora in costruzione, è stato oggetto di programmi provvisori per supportare le esigenze della comunità locale a basso reddito. L'A. Philip Randolph Institute ha lanciato un 'tech-hub' in favore della comunità di Bayview-Hunters Point, fornendo accesso wi-fi, supporto tecnico in loco, tavoli e sedie ombreggiati e strumenti. Il progetto è stato seguito dal Recreation and Parks Department di San Francisco e dal Trust for Public Land per garantire l'accesso ai servizi sei ore al giorno dal lunedì al venerdì, aiutando gli studenti e i loro genitori ad accedere alla scuola e al lavoro. Come progettista mi sono resa conto che, nonostante possiamo essere in grado di realizzare progetti migliori di spazi pubblici, per renderli efficaci e fruibili necessitiamo di affidarci alle infrastrutture sociali e alla direzione delle comunità locali. Se potessimo investire nel design per rendere queste ‘facilities’ ancora più efficienti, sarebbe l'evoluzione più significativa di questo lavoro, sottolineando quanto le comunità marginalizzate meritino tali investimenti.

Outpost, un progetto temporaneo di occupazione dello spazio urbano e di segnaletica stradale di Studio for Urban Projects. Foto: Lucy Goodhart

D      Parliamo dell'aspetto della sicurezza nello spazio pubblico. Mi puoi fare un esempio?


R      È importante pensare a come lo spazio pubblico cambi durante il giorno. La programmazione delle funzioni è diventata un elemento essenziale per una progettazione efficace. Il nostro progetto Outpost è partito con un'installazione per il Market Street Prototyping Festival a San Francisco nel 2015. Si è trattato di un padiglione stradale temporaneo per supportare una serie di eventi pubblici, che hanno portato utilizzi inaspettati come street art, cinema, riparazione di biciclette, giochi e radio-broadcasting, attirando molta gente. Lo spazio ha funzionato come un salotto civico. E il design del padiglione ha consentito di adattarsi, ospitare ma anche mettere in sicurezza gli elementi utilizzati negli workshop e gli eventi.

La pandemia ha creato un'esperienza vissuta di ciò che potrebbe essere la vita in città senza traffico, contribuendo al crescente apprezzamento del valore degli spazi pubblici all'esterno. Ciò può essere volto a favore di una rinnovata aspettativa sui nostri diritti in tali luoghi e sulla capacità delle nostre strade di servire tutti noi. Mi auguro sia l'inizio di questo processo.

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