Dine with Design, Showroom Londra

© Antony Medley

Arper presenta una nuova iniziativa organizzata in collaborazione con il Design Museum: “Dine with Design”.
Una serie di incontri con invitati esclusivi per trattare temi delicati legati al mondo del design e della cultura, attorno ad un tavolo in occasione di uno dei momenti tradizionalmente più favorevoli per aprirsi alla conversazione: la convivialità della tavola.
Incontri per pochi intimi presso lo showroom londinese di Arper, alla presenza di figure chiave nel mondo del design, della moda e dell’architettura.

L’intento dell’iniziativa “Dine with Design” è di alimentare il confronto ed allacciare nuovi contatti a beneficio della cultura e del mondo degli affari, seguendo il percorso già intrapreso da Arper per la promozione di un dialogo attivo tra arte, architettura ed design.

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Quarta cena – 27 settembre 2017

La quarta e ultima conversazione della serie Dine with Design per l’anno 2017, dal titolo “Engaging with Fashion” ha esplorato le influenze e commistioni tra moda e interior design e le questioni più incalzanti che interessano l’industria della moda nel Regno Unito.

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Sono intervenuti Julian Vogel, Trustee del Design Museum e AD dell’agenzia creativa modusBPCM; Alistair O’Neill, Professore di Storia e Teoria della moda presso l’università Central Saint Martins, nonché curatore di numerose mostre; la stilista Erica Toogood, Co- fondatrice assieme alla sorella del marchio Toogood; Jonathan Towle, Direttore Marketing e Comunicazione presso la casa di moda Paul Smith; la giornalista Becky Sunshine; Thomas Downes, Direttore Creativo presso Faye Toogood; Theo Williams, Product Designer e Direttore Creativo per numerose aziende; e l’architetto Sally Mackereth fondatrice dell’omonimo studio.

L’ampio tema di come la moda dialoghi con il mondo del design è stato affrontato in maniera trasversale, analizzando le sfide che il settore si trova ad affrontare oggi. Si è discusso di nuove tecnologie, istruzione e metodi produttivi, con un focus sulle nuove generazioni.

In un mercato frenetico come quello odierno, nel quale le giovani generazioni si informano e prendono decisioni attraverso i social media, gli ospiti si sono trovati concordi nel sottolineare quanto lo storytelling giochi un ruolo decisivo sia per favorire il legame tra brand e consumatore sia per consentire ad un brand di distinguersi nel panorama in cui compete.
La realtà aumentata, che sta già influenzando il mondo dell’architettura e design, giocherà un ruolo sempre più dominante anche nel settore della moda, grazie alla possibilità di far “sentire” i tessuti riproducendo nel mondo virtuale il “senso del tatto”. Le nuove tecnologie porranno nuove sfide al commercio al dettaglio, stravolgendo le regole di un mercato dove tradizionalmente il negozio è sempre stato il luogo deputato dell’interazione fisica con l’abito e con il marchio.

Instagram ormai ha assunto un ruolo decisivo sia nel settore moda, sia nel mondo dell’interior design, influenzando non solo i processi di progettazione e gli allestimenti dei negozi ma anche le modalità con cui il consumatore interagisce con lo spazio. I professionisti, consapevoli di questa tendenza, si stanno interrogando su quanto il (giovane) consumatore interessato a comunicare attraverso i social media la propria presenza ad un evento, sia realmente consapevole degli sforzi creativi e logistici necessari per creare una sfilata o programmare il lancio di un prodotto.

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Questo dilemma ha portato gli ospiti ad affrontare il tema delle competenze e della formazione che interessa in maniera trasversale tutte le discipline del design.
Come nell’industria del design, anche nel settore moda del Regno Unito, infatti, la scarsità di competenze tecniche relative alla conoscenza dei processi produttivi e dei materiali ha come conseguenza la difficoltà, sperimentata da molti stilisti e designer, a trovare produttori locali con cui collaborare.

Infine, i partecipanti hanno affrontato il tema dell’etica e della sostenibilità nell’industria della moda, e nello specifico si è osservato quanto il vintage e il riutilizzo stia assumendo per le nuove generazioni un ruolo sempre più importante, in linea con la più ampia tendenza che vede i giovani possedere meno e condividere di più.

Con questo quarto evento si chiude il primo ciclo di conversazioni con il Design Museum nel 2017. Ci auguriamo che questo sia solo un inizio e che i temi affrontati possano continuare a essere discussi e a sollecitare il dibattito su nuove piattaforme.

Terza Cena - 20 Giugno 2017

Il terzo incontro della serie Dine with Design ha affrontato il tema riguardante il valore e lo scopo del colore in ambito di interior design. L’argomento ha tratto ispirazione dalla mostra di prossima apertura “Breathing Colour” di Hella Jongerius, organizzata dal Design Museum.

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Gli ospiti partecipanti:
Alex Newson, Senior Curator del Design Museum; Iris Dunbar, Direttrice di Interior Design School; Francesca Filippini Pinto, General Manager di Christies South Kensington, Emma O’Kelly, Editor at Large di Wallpaper*; Laura Colapietro, Senior Account Director di ING Media, Emma Colyer, MBE, Fondatrice dell’Organizzazione Benefica Body & Soul; Natalia Miyar, Direttrice di Natalia Miyar Atelier e Johanna Molineus, Fondatrice di Johanna Molineus Architects.

Il tema ha dato vita ad una conversazione coinvolgente e di ampio respiro, che si è arricchita delle esperienze e dei diversi background degli ospiti.

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Alex Newson ha aperto il dibattito esplorando il tema della soggettività contro l’oggettività del colore. Chiaramente vi è una verità oggettiva nel modo in cui il colore – e la luce – si comportano; tuttavia alcuni colori possono avere un effetto molto diverso che varia da individuo ad individuo, per motivi di preferenze personali, contesti culturali o anche il vissuto della persona. Durante la serata questo affascinante dualismo è stato oggetto di continua analisi ed indagine.
 
Iris Dunbar ha portato l’attenzione sull'errato concetto secondo cui i designer sono schiavi delle mode, spiegando che le scelte legate al colore sono di fatto dettate dalla considerazione per le esigenze del cliente. Gli ospiti si sono trovati concordi sul fatto che gli interior designer devono saper ascoltare ed osservare la risposta dei loro clienti davanti colore, così da realizzare nel modo migliore possibile il processo del design e soddisfare le loro esigenze.

La conversazione ha anche sottolineato come il colore, la luce e lo spazio siano essenziali per il nostro benessere. I designer sono infatti in grado di selezionare colori e materiali tali da dare vita a spazi che ci fanno sentire bene. Proprio su questo aspetto, Emma Colyer ha condiviso la sua esperienza in qualità di fondatrice di un’organizzazione benefica dedicata a bambini e famiglie di diversa provenienza che si sono trovate in situazioni di difficoltà’. I colori materici, reminiscenti della natura, hanno un effetto tranquillizzante sulla mente; inoltre il colore può essere uno strumento che aiuta le persone ad esprimersi.

  Un altro argomento emerso ha riguardato la consistenza dei tessuti e del suo effetto sulla nostra percezione del colore, insieme al ruolo chiave che giocano i materiali nel dare forma alle nostre emozioni. Questo aspetto è stato analizzato sia dal punto di vista degli interni che dell'architettura, aprendo l’interrogativo su come i designer scelgano di usare il colore negli spazi pubblici.

Il tema del colore affascina ed appassiona, coinvolgendo in prima persona… la cena avrebbe potuto durare all’infinto!

Seconda cena – 24 aprile 2017

Il secondo incontro del ciclo “Dine with Design” si è tinto di rosa, parlando di “Donne e Architettura”: una conversazione sulle sfide che una donna si trova ad affrontare in questo ambito professionale e sui cambiamenti auspicabili per bilanciare in modo più equilibrato vita privata e lavoro.

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Fra gli ospiti della serata:
Alice Black, Direttrice di Design Museum; Jane Duncan, Presidente di RIBA; Julia Barfield, Direttrice di Marks Barfield Architects, Katy Ghahremani, Direttore di Make Architects; Roger Ridsdill Smith, Senior Partner di  Foster + Partners', Amy Frearson, Curatrice Editoriale di Dezeen.

Il tema è stato toccato da diversi punti di vista, ispirati da studi recenti sull’argomento e dai contributi personali degli ospiti, che hanno conversato condividendo background ed esperienze di vita.

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In primo luogo, si è parlato di come le donne siano sottostimate in questo ambito professionale e di quanto cruciale sia avere un mentore a cui appoggiarsi per stabilire i contatti giusti e per una solida carriera. Inoltre, si è discusso di quanto importante sia la presenza di modelli femminili da seguire per stimolare le scelte professionali di una donna.

Sono stati anche vagliati i vantaggi legati ad un approccio lavorativo all’insegna della flessibilità, con l’obiettivo di mantenere unito il team e permettere a ciascuna donna di continuare la propria carriera di architetto; d’altra parte è emersa l’esigenza di appoggiare il reinserimento delle donne nel mondo del lavoro dopo una maternità, favorendo in tal modo l’accesso a posizioni di responsabilità.

La cena si è conclusa con un bilancio positivo sulle prospettive future e con una convergenza di punti di vista all’insegna dell’ottimismo sulle iniziative da intraprendere per migliorare ed aumentare la presenza femminile nelle posizioni di responsabilità, verso la parità fra i sessi. Al contempo, va rafforzata la fiducia nel futuro affinché anche una ragazza possa serenamente intraprendere un percorso universitario e candidarsi per un posto di lavoro in questo settore.

Il prossimo appuntamento del ciclo “Dine with Design” verterà sull’incompreso mondo dell’interior design e sulle questioni più incalzanti che interessano l’industria della moda di oggi.

Prima cena - 23 febbraio 2017

Gli ospiti alla prima conversazione del ciclo “Dine with Design” si sono interrogati su quale possa essere il futuro dei musei in tempi così carichi di sfide.

Sono intervenuti Deyan Sudjic, il Direttore del Design Museum, Johanna Agerman Ross, curatrice presso il Victoria and Albert Museum, il critico di design e architettura del Financial Times Edwin Heathcote, Giulio Feltrin, Global Showroom Manager di Arper, la dottoressa Harriet Harriss del Royal College of Art, Sarah Miller, Luxury Brand Ambassador de The Wall Street Journal (Europa), Kathy Stables di KEF Consulting Limited e Mercia Cailloux, mecenate del Design Museum, con la sua ospite Diane Rulke.

 

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L’argomento ha stimolato una vivace conversazione, alimentata da vari spunti di riflessione. Il diverso background di ciascun ospite ha contribuito ad una conversazione ad ampio raggio, esplorando il ruolo dei musei d’oggi e la commistione che si osserva nelle esposizioni temporanee tra il mondo reale e quello digitale.
L’importanza di conservare le storie che racchiudono l’essenza di un momento storico, incorporandole alle collezioni di un museo, è stata ampiamente ribadita nel corso della serata-evento, citando come esempi in tal senso le collezioni del Design Museum e del Victoria and Albert Museum.
La conversazione ha anche trattato il ruolo del museo in quanto indispensabile spazio pubblico, una dimensione tanto più vitale in una città come Londra, dove gli spazi vengono sempre più spesso acquisiti da privati.

Si è anche parlato della formazione in ambito di design e dell’importanza del suo processo attuativo. Arper ha spiegato come in Italia i musei aziendali stiano giocando un ruolo chiave: nati dall’esigenza di narrare la storia di un’azienda passandone in rassegna tradizione e peculiarità produttive, finiscono per attrarre un pubblico del tutto nuovo, fino a diventare un vero e proprio tipo di turismo.
Il prossimo appuntamento del ciclo “Dine with Design” affronterà i temi di gender gap – ovvero disparità fra uomo e donna in architettura, l’incompreso mondo dell’interior design e le questioni più incalzanti che interessano l’industria della moda di oggi.

Arper sostiene il Design Museum di Londra dal 2015, ed ha avviato fin dall’inizio un percorso esplorativo per intensificare questa partnership, alla ricerca di un quid originale e meritevole da sviluppare insieme. Per Arper è stato quindi entusiasmante che il Museo abbracciasse questo progetto per l’ideazione di un’innovativa attività presso lo showroom Arper.

Con questo ciclo di eventi, Arper aspira a mettere a disposizione di esperti e di quanti siano in grado di influenzare le tendenze nel mondo del design e dell’architettura, una piattaforma in cui possano esplorare temi di interesse fra i più attuali, condividere nuove idee e trarre nuove fonti di ispirazione per futuri progetti.

© Antony Medley

Showroom Arper
11 Clerkenwell Road
Londra EC1M 5PA

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