Equilibrio: David Seiter

© Future Green Studio

David Seiter, Future Green Studio
Architetto del paesaggio

Future Green Studio è un’azienda di venticinque persone con sede a Red Hook, Brooklyn: è specializzata in design del paesaggio ed ecologia urbana. Future Green Studio è stato fondato da David Seiter, oggi titolare e Design Director. David ha seguito progetti pluripremiati a destinazione sia privata che pubblica, con incarichi da parte di istituzioni come il Metropolitan Museum of Art e il Brooklyn Children's Museum. David è autore di “SUP: Weeds in NYC”, un saggio che tratta del valore ecologico, spesso trascurato, delle erbe infestanti nel paesaggio urbano. Ha inoltre fondato il sito spontaneousurbanplants.org, che ha ricevuto nel 2015 un National Honor Award per la ricerca da parte dell’American Society of Landscape Architects.

Presentazione

Sono David Seiter, e rappresento Future Green Studio: un’azienda con sede a Red Hook, Brooklyn, specializzata in design del paesaggio ed ecologia urbana.

Sull’equilibrio

L’equilibrio è qualcosa di multiforme: assume aspetti diversi all’interno di processi diversi. C’è ovviamente un equilibrio da “distillare” attraverso il processo iterativo di design, a mano a mano che raggiungi un accordo fra le influenze sociali, ecologiche e storiche che intervengono in ogni idea. E poi c’è il rapporto fra design e vita di tutti i giorni – il più ampio senso dell’equilibrio fra casa e salute, amici, lavoro ed esercizio. È un argomento molto denso, qualcosa che informa il mio design in modo veramente concreto. È stata anche la molla che mi ha spinto a creare la mia azienda ed, essenzialmente, a modellare la mia quotidianità: essere in grado di raggiungere un equilibrio non solo fra lavoro e vita domestica, ma anche fra diverse pratiche all’interno del campo del design stesso. Questa sorta di estensione delle scale dimensionali – l’equilibrio fra i differenti aspetti che contraddistinguono l’architettura del paesaggio – è qualcosa che davvero mi appassiona e che permette di dare forma, credo, a un progetto assai più dinamico.

© Future Green Studio

Sul nuovo ruolo dell’architetto di paesaggio

Stiamo riflettendo molto, come studio, sull’aumento delle infrastrutture verdi. Ossia: paesaggi che siano ecologicamente performanti, che rechino benefici alla società. Non si tratta, tipicamente, di spazi su larga scala, bensì di interventi su scala ridotta – dal “rain garden”, alla fossa degli alberi, al tetto verde, alle facciate degli edifici punteggiate da balconi fioriti. Presi singolarmente, questi interventi non sono certo in grado di trasformare una città: ma se considerati tutti assieme, riescono a dare vita a un ecosistema ecologico urbano. Questa è la nostra visione futura della città: una città in equilibrio, che è tanto densa quanto vivibile.

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Sulla sostenibilità

Sostenibilità significa tante cose diverse. C’è la sostenibilità letterale, quella delle “buone pratiche” – l’insieme dei modi per costruire edifici e oggetti responsabilmente e in maniera appropriata. Questo approccio, com’è ovvio, informa ogni nostro progetto: mettiamo quelle “buone pratiche” al primo posto nel nostro agire, ne facciamo una dichiarazione d’intenti. Ma c’è anche una sostenibilità più ampia, che coincide con un nuovo modo di pensare. La cosa più importante che noi, come designer, possiamo fare è quella di ispirare le persone a cambiare la loro concezione di ciò che le circonda. Ecco da cui è nata la nostra ricerca per Spontaneous Urban Plants: vogliamo sconvolgere le percezioni comunemente condivise sulle piante stesse, far capire che approcci di sfruttamento diversi da quelli esistenti potrebbero portare a un beneficio collettivo, in termini ecologici, veramente grande.

Dobbiamo tenere a mente entrambe le concezioni di sostenibilità. Certo, è importante riciclare ed essere il più responsabili possibile, ma non dobbiamo perdere di vista lo scenario più ampio: e lì dove noi tutti siamo diretti.

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