Our Design Values

Introduzione

I valori di design influenzano la nostra esperienza quotidiana. Quest’anno abbiamo chiesto ad alcuni esponenti del mondo della cultura e della creatività di darci una loro interpretazione personale dei nostri valori di design, a conferma di quanto essi siano polivalenti e universali.

Di seguito alcune citazioni tratte dalle interviste che abbiamo realizzato.

IEquilibrio

Anna Puigjaner, MAIO
Architetto
maio-architects.com

"L’equilibrio è caratteristica costitutiva di ogni design eccellente: il buon design esprime sempre un equilibrio. Nel nostro caso, cerchiamo di progettare secondo un principio di apertura: siamo in grado di dotare il nostro design dei presupposti che gli permettano di cambiare attraverso il tempo e di svilupparsi autonomamente?"

© José Hevia

"Fare uso di un oggetto o di uno spazio ben progettato ci fa sentire meglio. Il design c’è, è lì, ma noi non ne siamo consapevoli."

"Ogni decisione che prendiamo come individui ci connette alla comunità"

David Seiter, Future Green Studio
architetto del paesaggio
futuregreenstudio.com

"C’è un equilibrio da “distillare” attraverso il processo iterativo di design, a mano a mano che raggiungi un accordo fra le influenze sociali, ecologiche e storiche che intervengono in ogni idea. E poi c’è il rapporto fra design e vita di tutti i giorni – il più ampio senso dell’equilibrio fra casa e salute, amici, lavoro ed esercizio."

"Questa estensione delle scale dimensionali – l’equilibrio fra i differenti aspetti che contraddistinguono l’architettura del paesaggio – è qualcosa che davvero mi appassiona e che permette di dare forma, credo, a un progetto assai più dinamico."

© Future Green Studio

"Esiste un significato più ampio di sostenibilità – un nuovo modo di pensare. La cosa più importante che noi, come designer, possiamo fare è quella di ispirare le persone a cambiare la loro concezione di ciò che le circonda."

"La collaborazione mette in equilibrio la consapevolezza del nostro ego con un approccio consapevole alla pratica."

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IIIntuito

 

Ingrid Fetell Lee
Scrittrice, designer
ingridfetell.com

"Moltissimi approcci al design hanno cercato di ignorare i nostri naturali impulsi verso la gioia, il colore, la luce, la brillantezza. Io credo che rendendo le nostre vite maggiormente consapevoli di questa più profonda e universale estetica della gioia, possiamo restituire all’ambiente costruito ciò di cui spesso è carente."

"L’intuito riguarda ciò verso cui tendiamo e ciò dal quale ci allontaniamo: è uno dei problemi fondamentali per qualsiasi essere vivente. Ed è proprio a questo livello fondamentale che abbiamo ignorato un mucchio di segnali: il nostro intuito si è formato in un ambiente molto diverso da quello in cui viviamo. Come gestire tutto questo?"

© Ingrid Fetell Lee

"Abbiamo pensieri intuitivi che ci derivano dalle cose che abbiamo appreso e dalla nostra personalità; ma c’è anche questo intuito universale che ci conduce verso comportamenti molto comuni: generalmente evitiamo angoli bui, generalmente evitiamo spazi compressi. Tendiamo ai luoghi assolati, a meno che non ci troviamo nel deserto o in piena estate, nel qual caso cerchiamo l’ombra. Questi sono modelli universali, che ci confermano di essere dotati di una sorta d’intuito condiviso."

"Il tono emotivo influisce su molte delle cose che facciamo. Se riusciremo, con queste estetiche, a portare alla nostra vita più gioia, diventeremo forse più aperti, collaborativi, creativi, disponibili. Come possiamo fare uso del nostro ambiente perché ci aiuti a ottenere il meglio da noi stessi"

Liam Clancy
coreografo, ballerino, performer

"L’intuito è una forma di ascolto. Come ballerino – o qualcuno che privilegia il movimento come strumento di conoscenza, un modo di essere nel mondo – affidarmi all’intuito mi dà la possibilità di esperire il mondo a più livelli, simultaneamente."

"Quando mi affido all’intuito, c’è uno spazio che si apre, che espande il mio senso del tempo. Posso cambiare il mio orientamento verso il mondo nello spazio di un’intuizione."

© Liam Clancy

"Dare spazio all’intuito è vitale per ammorbidire le linee di separazione fra le persone – che appaiono rigide, sempre più rigide. È tempo di lasciare da parte i giudizi per darsi modo, prima di tutto, di sentire, percepire, sperimentare."

"Può la mia curiosità di artista creare le condizioni affinché noi – performer e pubblico – possiamo accorgerci assieme di ciò che ci sta accadendo intorno?"

Deyan Sudjic, OBE
Direttore del The Design Museum, Londra
designmuseum.org

"Un significato di intuito è: capire senza alcuno sforzo cosa è giusto per una situazione e cosa non lo è."

"È quel senso che si colloca nel collegamento istantaneo fra occhio, cervello e azione."

© Hufton + Crow

"Design significa dare forma, ma anche porre domande. Si tratta di osservare i comportamenti, dunque di sintetizzare tutte queste osservazioni in un processo o in un oggetto o in un sistema o in un’interfaccia. Il design è interessante e importante perché continua a riconfigurarsi e a essere polivalente."

Umberto Basso
Managing Director, AKQA Italy
akqa.com

"Per me l’innovazione ha a che fare con la creatività e l’intuito allo stesso tempo. Tutte le innovazioni nascono come idee creative, ma non tutte le idee creative diventano idee innovative.

© AKQA

"Necessitiamo di intuito –forse non una dote umana per eccellenza – per migliorare le visioni che ci derivano dalla costante analisi dei dati."

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IIIFamiglia

Oana Stanescu
Architetto

"Per noi “famiglia” è molte cose; ma anche la sensazione di essere legati gli uni agli altri, sulla stessa lunghezza d’onda."

"È idea comune che una “famiglia” di oggetti implichi una serie di comunanze fra loro: eppure io sono più interessata alle differenze. Se pensi a una tipica tavolata nel giorno del Ringraziamento – con lo zio bizzarro e i cugini strambi – a volte non puoi fare a meno di chiederti se l’idea di famiglia sia più forte dei legami reali o delle relazioni fra alcune delle persone che la compongono. Ciò che sto dicendo è, credo, questo: dobbiamo prima di tutto credere nella Famiglia come concetto; il modo di concretarsi, poi, di questo concetto, dipenderà principalmente da noi."

© Mark Wickens

"Lo stare assieme accade nei posti più impensati: sono quelli i posti più interessanti per me, da un punto di vista architettonico."

"È evidente: le persone trascorrono sempre più tempo con i loro cellulari, a casa, o con i laptop, immersi nella tecnologia. Eppure, forse controintuitivamente, io penso che questo determini un maggiore bisogno di stare assieme."

Maurice Scheltens and Liesbeth Abbenes
Fotografi
scheltens-abbenes.com

"Costruendo in modo molto preciso le nostre costellazioni di “oggetti”, otteniamo un’immagine super realistica. Come se potessimo organizzare il caos che informa il mondo. È quasi una maniera di calmarci, darci benessere. Quanto a noi, durante la postproduzione validiamo sempre l’immagine che è stata creata sul set, non prendiamo mai il sopravvento."

"Dobbiamo studiare ogni prodotto da vicino, per sapere di cosa si tratta. Ci piace guardarlo in un modo nuovo. Siamo convinti che la creazione di un senso derivi dall’osservazione, non tanto dalla comprensione."

© Scheltens & Abbenes

"Tutte le idee e le decisioni – l’intero processo creativo – vengono sviluppate assieme. Dobbiamo persuaderci a vicenda delle idee che abbiamo singolarmente: questo fa sì che lavorare in coppia diventi un processo attivo e consapevole. Siamo l’uno lo specchio dell’altra: abbiamo capito, già molto tempo fa, di avere bisogno delle reciproche opinioni."

"Ci piace andare in direzioni inaspettate, trasformando oggetti comuni in qualcosa di nuovo. È così che l’oggetto riesce a trattenere un po’ più a lungo lo sguardo di chi osserva, facendolo meravigliare di qualcosa che aveva già visto prima, ma senza esserne consapevole. Questomomento di consapevolezza è lo scatto."

Susan Sellers, 2x4
partner fondatore e creative director
2x4.org

"L’identità è un processo veramente dinamico. Per prima cosa devi comprendere chi sei, la tua essenza – ossia le cose in cui principalmente credi; quindi trovare i modi più opportuni per proiettare tutto ciò all’esterno. Ma l’identità riguarda anche il contesto e la rilevanza: capire ciò di cui il mondo necessita e i modi in cui tu potresti soddisfare questo bisogno."

"l mio concetto di “voce” relativamente al design è molto semplice: prima si definisce un linguaggio di design; quindi se ne modula il tono coerentemente con il pubblico. Non è tanto diverso dal parlare con la propria madre, il proprio ragazzo, il proprio migliore amico. Puòessere molto semplice ma, necessariamente, molto elastico."

© 2x4

"Oggi la marca si costruisce su di un concetto ancora più dinamico e ampio di personalità. Nel suo essere personificazione – di aziende così come di organizzazioni – la marca va vista, più che come un sistema, come una vera e propria relazione. Questo ha molto a che fare con la famiglia; al pari di ogni relazione, la marca è qualcosa della quale bisogna prendersi cura."

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IVColore

Jennifer Brook
Professionista del design
jenniferbrook.com

"La maggior parte di noi, quando parla del colore della terra, pensa alle classiche “tonalità terrose”, che hanno una connotazione molto specifica: in genere, tutte le sfumature del marrone. Ma dai campioni che ho nel mio studio, io so che la terra ha un’incredibile gamma di colori – dai rosa ai gialli, dai blu ai verdi."

"Di che colore è la terra? I nostri piedi poggiano letteralmente su una palla rotante di colori erotici ed esplosivi."

© Marco Covi & RNDR Studio

"Il colore è personalità."

"La nostra esperienza predominante è con il colore sintetico. Che cosa significa, per noi, interagire con ambienti, oggetti e città che sono prevalentemente artificiali? Che cosa è stato perso?"

Dominik Tarabanski
Fotografo
tarabanski.com

"Il mio lavoro concettuale inizia e finisce sempre con il colore, a prescindere dal soggetto che sto esplorando o dal motivo per cui sto fotografando."

"Faccio molta attenzione al colore: che io stia iniziando una conversazione o descrivendo una canzone o scegliendo gli ingredienti con cui cucinare o anche solo cercando di articolare un concetto. E così, spesso i miei ricordi sono attivati dai colori che – in seguito – mi capita di ritrovarmi davanti."

© Dominik Tarabanski

"Prima di diventare fotografo, ho studiato informatica, ma ho anche un background in fisica: so bene che il colore è generato dal nostro cervello. Eppure questo aspetto tecnico è quello che meno mi interessa. Cerco invece di concentrarmi sugli aspetti emotivi, personali e soggettivi del colore."

"Spesso mi accorgo con stupore di avere un particolare spettro cromatico in testa. E quello di oggi potrebbe differire completamente da quello di domani, perché ogni giorno siamo persone leggermente diverse da quel che eravamo il giorno prima. Le esperienze ci cambiano e il colore diventa una conseguenza molto naturale delle emozioni che proviamo."

"Il colore è innaturale solo quando non ci appartiene. Alla fine, quel che conta è l’azione che il colore esercita su di noi, quello che fa. Se stiamo guardando un dipinto, un oggetto o una sedia, che impressione esercita il suo colore su di noi? Funziona oppure no? Ci fa sentire qualcosa, dà forma a una impressione di quel che stiamo vedendo?"

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VLeggerezza

Mary MacGill
Designer di gioielli
marymacgill.com

"Ho voluto ridurre i gioielli all’essenza di ciò che fili e pietre sono. Si tratta di elementi intrinsecamente pesanti: come farli sentire e sembrare leggeri a chi li indossa, perché non siano qualcosa che grava e affatica? Trasformarequellacaratteristica in qualcosache al contrarioalleggerisce?"

© Read McKendree

"Il nostro approccio alla creazione di gioielli è molto leggero: riduciamo idee e ispirazioni a cose veramente basilari, umane. Questo concetto dell’imperfezione come qualcosa di luminoso è importante per il nostro modo di porci e influenza il tono dei gioielli."

Petra Blaisse, Inside Outside
Designer
insideoutside.nl

"La leggerezza è uno stato mentale: riguarda l’energia e la curiosità senza restrizioni, il divertimento e la creatività."
"Creiamo illusioni di leggerezza, movimento, spazio continuo o fuga: specialmente nei luoghi che ne sono carenti. Diamo risposta a certe sensibilità e scopriamo mezzi efficaci attraverso la sperimentazione e la ricerca attiva, guidata dal senso dell’umorismo e dall’ingegnosità."

© Rob ‘t Hart

"Lo spazio pubblico, oggi, è diventato più eterogeneo, per la coesistenza di elementi diversi: immobilità e movimento, attività e riposo, vita lavorativa e vita privata, facilità e serietà."

"Il gioco è un'esplorazione dei limiti piuttosto che un soggetto, uno scopo, o un metodo."

"Da molto tempo ho la sensazione che il divano stereotipato, fatto per il relax, non riesca più a dare una risposta a questa varietà di stili di vita contemporanei. Ecco quindi un sistema modulare dove puoi sederti, alzarti, sdraiarti, chattare, leggere, scrivere, guardare, mangiare, aspettare, pensare, lavorare, riposare, eccetera."

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VIGioco

Ichiro Iwasaki
Industrial designer
iwasaki-design-studio.net

"La storia del design è stata creata e guidata dalla curiosità e dalla visione dei designer. Non vedo la giocosità come decorazione, ma come un elemento essenziale per creare simpatia e originalità."

© Iwasaki Design Studio

"Lo spazio pubblico, oggi, è diventato più eterogeneo, per la coesistenza di elementi diversi: immobilità e movimento, attività e riposo, vita lavorativa e vita privata, facilità e serietà."

"Il gioco è un'esplorazione dei limiti piuttosto che un soggetto, uno scopo, o un metodo."

© Iwasaki Design Studio

"Da molto tempo ho la sensazione che il divano stereotipato, fatto per il relax, non riesca più a dare una risposta a questa varietà di stili di vita contemporanei. Ecco quindi un sistema modulare dove puoi sederti, alzarti, sdraiarti, chattare, leggere, scrivere, guardare, mangiare, aspettare, pensare, lavorare, riposare, eccetera."

Aidan O’Connor
curatrice
aidanoc.com

"Un gioco deve essere invitante, in una qualche maniera – che sia estetica o strutturale. Questo lo possiamo ottenere attraverso il colore o la texture o il fatto di porre un qualche genere di sfida; ma non deve essere qualcosa di tanto astratto da risultare invisibile a un bambino."

I bambini hanno una maniera di pensare che è non lineare: un semplice cubo può diventare facilmente un’auto o un edificio, ma anche un insetto, un palcoscenico, un’emozione. Collegano punti senza esitazioni, a mano a mano che nuovi concetti si sovrappongono e mutano instancabilmente.

Nel Ventesimo secolo, abbiamo assistito a questa naturale sovrapposizione fra l’interesse di artisti e designer per il minimalismo e l’astrazione, e la capacità dei bambini d’imporre le loro proprie definizioni e visioni e immaginazioni sulle cose, specie quando non sono troppo predefinite. Lo si vede, a esempio, dalla popolarità degli strumenti per il gioco aperto di costruzioni, inclusi i cubi in ogni loro forma – dai mattoncini Froebel alle prime costruzioni per la scuola d’infanzia; ma anche dai mobili impilabili e polivalenti, dalle installazioni sperimentali, dai parchi gioco.

Ci sono modi infiniti per invitare al gioco: perché qualcosa sia invitante, intrigante, magari suggerendo possibilità per uno sviluppo o un’implementazione. L’apertura entra in risonanza con la mentalità non lineare e creativa che è tipica dei bambini: si lasciano le cose aperte alla più ampia interpretazione possibile.

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