In itinere, tra comfort e urbanità

Si tornerà a viaggiare nei prossimi mesi, anche se in condizioni diverse e con una organizzazione dei flussi che è mutata. In questo anno di emergenza sanitaria sono state potenziate di molto le tecnologie; il riconoscimento biometrico, la virtualizzazione dei biglietti e delle carte di imbarco, la prenotazione online degli spostamenti e dei servizi ad essi collegati. Nel frattempo, in tutto il mondo, non si sono fermati i cantieri di grandi luoghi di transito, strategici per lo sviluppo di intere nazioni e aree geografiche, pensati per accogliere il passaggio di milioni di persone. Abbiamo incrociato le storie di quattro progetti per traguardare il futuro per capire come vivremo questi spazi, tra temporaneità e la richiesta di comfort e sicurezza.

Vista dall’alto del progetto dell’area del nuovo Terminal Crociere a La Spezia, Italia, Atelier(s) Alfonso Femia.Vista dall’alto del progetto dell’area del nuovo Terminal Crociere a La Spezia, Italia, Atelier(s) Alfonso Femia

Il nuovo approdo internazionale di La Spezia, uno spazio che apre al pubblico

Iniziativa virtuosa quella ligure. L’autorità portuale realizzerà l’infrastruttura mentre i tre proponenti – le compagnie di navigazione – costruiranno il terminal e lo utilizzeranno in concessione.

Costa Crociere, MSC Cruises S.A. e Royal Caribbean Cruises Ltd. tra i più grandi operatori del turismo navale, che scalano regolarmente il porto di La Spezia, hanno stipulato un accordo che ha per oggetto la joint venture per la promozione e perseguimento di un Progetto di partenariato pubblico-privato con investimento interamente a carico dei soggetti privati funzionale al conseguimento della concessione di servizio d’interesse generale per il traffico crocieristico.

“Per la prima volta, in Italia, si fa un accordo di questa natura”, racconta Alfonso Femia, dello studio Atelier(s) Alfonso Femia, che ha realizzato il progetto dell’intera area. “Questa è stata per noi l’occasione per sviluppare un progetto urbano, che apre al mare la città esistente e che pensa al contempo alla città che verrà”.

La grande piazza coperta del nuovo Terminal Crociere a La Spezia, Italia, Atelier(s) Alfonso FemiaLa grande piazza coperta del nuovo Terminal Crociere a La Spezia, Italia, Atelier(s) Alfonso Femia

Il progetto propone un sistema di spazi urbani – il terminal, la piazza e pergola, l’edificio filtro e multifunzione – in quanto la loro posizione, geometria, volumetria, ricercano responsabilmente di assolvere ai requisiti principali di un'opera del genere: accessibilità, sicurezza, equilibrio paesaggistico, rapporto urbano nei momenti di non attività, qualità architettonica che vuole al contempo anticipare o fare parte di un disegno più ampio che costituirà il recupero della Calata Paita da parte della città di La Spezia.

E in merito agli spazi interni, Femia precisa. “Il Terminal è legato all’attesa e all’accoglienza, smista i flussi di arrivo e partenza, le attese. Molti dei passeggeri rimangono sulle navi ma sempre più turisti scendono a terra per visitare la città e il territorio. Sono numeri importanti – centinaia di migliaia di persone all’anno – e il Terminal è un nodo strategico per tutto il territorio: la città, lo straordinario Golfo, il vicino Arsenale e le località turistiche nelle immediate vicinanze”.

“Pensare che il tema della sicurezza, per questi spazi, sia un obiettivo, è un errore; sicuramente è oggi una prerogativa del progetto. Ogni progetto è uno sforzo notevole di competenze e la volontà condivisa è quella di uscire dal perimetro funzionale per creare uno spazio unico, confortevole, coinvolgente e che racconta del Paese in cui ci si trova e dei valori della mediterraneità. Questo nel nuovo Terminal accade attraverso l’uso della luce, dei materiali, della grande pergola che disegna lo spazio urbano prospiciente il mare”.

Mezzanino del Global Terminal dell’O’Hare International Airport di Chicago, su progetto dello studio GangMezzanino del Global Terminal dell’O’Hare International Airport di Chicago, su progetto dello studio Gang

Un nuovo Terminal pensato per il futuro della città globale di Chicago

Il nuovo O’Hare Global Terminal dell’aeroporto di Chicago ha visto il lavoro di un vasto team di progettazione capitanato dallo Studio Gang, che ha lavorato agli enormi spazi di viaggio – quasi 200 mila metri quadrati – facendo raggiungere all’opera, ora in costruzione, le performance richieste dal protocollo Leed Gold.

Il progetto si è concentrato sui nuovi flussi e le migliori condizioni di benessere per un luogo di transito che tornerà ad ospitare oltre 80 milioni di viaggiatori all’anno. Imbarchi elettronici, procedure automatizzate, e-ticketing per l’acquisto e la prenotazione di viaggi e servizi; l’accesso negli spazi e la loro fruizione sarà fluida ma monitorata in tempo reale e gestita da sistemi evoluti basati sull’intelligenza artificiale. Strumenti imprescindibili per gestire una moltitudine così elevata e con esigenze diverse, in tempi spesso contingentati.

Nel 2019 la città americana rientrava, secondo il Global City Index stilato dalla società di ricerca A.T. Kearney, tra le prime sei città globali dell’economia tech, della cultura; uno dei primi attrattori al mondo di intelligenze e di investimenti. Questo fa comprendere quanto importante sia quest’opera che, a detta della stessa progettista Jeanne Gang, fondatrice dello studio Gang con sedi a Chicago e New York, una delle voci più influenti del panorama della progettazione, non solo negli USA: “è un progetto fondamentale per sbloccare il potenziale dell’aeroporto O'Hare come leader del settore aeronautico mondiale e per decretare Chicago definitivamente come città contemporanea e realmente globale”.

Arrivando dall’alto, il Global Terminal consente di leggere nella sua planimetria una forma iconica per la città: la “Y”, che simboleggia la ramificazione del fiume Chicago.

Piegandosi dolcemente per aumentare l'efficienza, anche dei flussi, il design tripartito della planimetria fonde terminal e atrio in un unico edificio. Alla confluenza dei rami un enorme lucernario a sei punte accoglie i visitatori ricordando le stelle della bandiera della città e inondando la hall di luce naturale.

Preview degli spazi centrali del nuovo Global Terminal dell’O’Hare International Airport di Chicago, Studio GangPreview degli spazi centrali del nuovo Global Terminal dell’O’Hare International Airport di Chicago, Studio Gang

Intorno al lucernario c’è un tetto ritmico e pieghettato, composto di capriate d’acciaio a campata unica e molto ampie”, racconta Jeanne Gang, “Rivestite in legno e che evidenziano l’andamento curvilineo della copertura; le pieghe sono distanziate e orientate per massimizzare la luce naturale e l’efficienza energetica degli apporti solari. All'interno, la loro direzionalità guida dolcemente i passeggeri attraverso lo spazio”.

Il tetto è sostenuto da colonne anch’esse a forma di Y, distanziate di oltre 30 metri l’una dall'altra, che distribuiscono il carico strutturale massimizzando la circolazione nel grande spazio di passaggio.

Un mezzanino luminoso sopra l’atrio ospita la biglietteria e i controlli di sicurezza per i passeggeri in partenza; l’affaccio è sull’area di transito ispirata ad una maglia urbana, con viali che ospitano negozi e ristoranti, punteggiati da aree di differenti essenze arboree. Conclude Jeanne Gang: “Questo ampio spazio sarà flessibile e in grado di accogliere eventi pop-up e meeting, ma anche spazi privati. Abbiamo ripensato completamente al modo di vivere uno spazio di transito così ampio. Il nuovo Terminal deve parlare delle cultura urbana della città di Chicago ma, al contempo, garantire il massimo comfort e la sicurezza sia per chi starà in aeroporto per brevi che per lunghe soste; tra un volo e l’altro, ma anche per incontri di lavoro, o la partecipazione ad eventi di intrattenimento”.

Il nuovo aeroporto di Riga, in Lettonia, progettato dalla società italiana di architettura e ingegneria One WorksIl nuovo aeroporto di Riga, in Lettonia, progettato dalla società italiana di architettura e ingegneria One Works

Guardando al futuro: il nuovo terminal dell’Aeroporto di Riga

Oltre 34mila metri quadrati per il nuovo Terminal dell’Aeroporto di Riga, un intervento che comprende anche il retrofit dei 10mila metri quadrati dell’aerostazione esistente, incluso il primo nucleo sovietico del 1973.

Il progetto della nuova opera è stato affidato allo studio italiano di architettura e ingegneria One Works, capogruppo della JV partecipata da Vectors e Sintagma, a seguito di una gara internazionale.

L’aeroporto lettone ha registrato negli ultimi anni importanti tassi di crescita del traffico passeggeri, consolidando il suo ruolo di Hub nella regione baltica. Nel 2019 sono transitati circa 7,8 milioni di viaggiatori, il 45% del numero totale di passeggeri baltici; in futuro è previsto un traffico di circa 12 milioni di passeggeri all'anno.

Il progetto, oltre ad ampliare gli spazi operativi e pubblici, quali le nuove hall landside partenze e arrivi, check-in e ritiro bagagli, consentirà di ridisegnare il nuovo fronte verso la città: una facciata continua vetrata trasparente con elementi ombreggianti in metallo e legno.

L’aeroporto si trasformerà in un hub intermodale, grazie alla presenza della futura stazione della linea ferroviaria Rail Baltica antistante il terminal, anch’essa progettata da One Works in partnership con Sintagma, che collegherà i paesi della regione baltica dalla Polonia fino alla Finlandia. “Definire la nuova immagine del futuro aeroporto di Riga mantenendo al tempo stesso un rapporto con il termine esistente, costituito da sei diversi corpi di fabbrica realizzati nel tempo, è stata una delle principali sfide che ci siamo trovati di fronte quando siamo partiti con il progetto.”, racconta Domenico Santini, Associate Director di One Works.

Le nuove hall landside dell’aeroporto di Riga, in Lettonia, progettato dalla società italiana di architettura e ingegneria One WorksLe nuove hall landside dell’aeroporto di Riga, in Lettonia, progettato dalla società italiana di architettura e ingegneria One Works

Il progetto ha implementato inoltre le più recenti soluzioni in tema di tecnologia e automazione nei vari processi operativi: e-gates, macchine di controllo radiogeno di ultima generazione, nuovo impianto di smistamento bagagli, collegato attraverso un tunnel alla stazione ferroviaria per remote check-in, garantiranno massima livelli di sicurezza e comfort per il passeggero per offrire al crescente numero di passeggeri un’esperienza di viaggio sempre più piacevole e fluida.

La luce e il legno sono stati gli elementi principali che hanno guidato le scelte progettuali, sia per quanto riguarda la definizione dello spazio interno che l’involucro esterno, entrambi ispirati dalla tradizione locale nordeuropea. La nuova hall partenze presenta un’ampia superficie vetrata sul lato est e un taglio di luce lungo l’intero perimetro della copertura che consente di illuminare l’ambiente durante il corso dell’intera giornata. La scelta del legno per il rivestimento dei controsoffitti e delle finiture interne garantisce la continuità con l’aerostazione esistente e caratterizza il terminal con un ambiente caldo e accogliente, rispettando l’identità culturale e costruttiva locale.

Sul lato sud del terminal verrà realizzata una terrazza all’aperto, direttamente collegata alla hall check in, dove i passeggeri in partenza troveranno spazi verdi, sedute e aree gioco per bambini dove trascorrere il tempo prima dell’imbarco al fine di migliorare l'esperienza di viaggio dei passeggeri.

Il progetto è stato concepito con ampie maglie strutturali, che permettono un utilizzo flessibile degli spazi, ed elementi modulari facilmente espandibili in futuro.

Il valore del tempo governa la nuova Lounge di Air France a Parigi

Nei prossimi mesi sarà inaugurata la nuova Lounge Air France all’Aeroporto di Parigi, spazio che accoglierà i clienti in partenza o in coincidenza con voli nazionali o a medio raggio, all’interno dell’area Schengen.

Quasi quattromila metri quadrati che il duo di designer francesi Patrick Jouin e Sanjit Manku hanno progettato assieme al team tecnico interno di Paris Aéroport. L’idea di affidare a firme del design lo sviluppo degli spazi di attesa non è nuova per Air France, che da sempre ha coinvolto nomi celebri: negli anni si sono susseguiti Charlotte Perriand, Andrée Putman, e più recentemente Noé Duchaufour-Lawrance e Mathieu Lehanneur.

Vista notturna della sezione trasversale della nuova Lounge Air France al Terminal 2F dell’aeroporto Paris-Charles de Gaulle, Jouin MankuVista notturna della sezione trasversale della nuova Lounge Air France al Terminal 2F dell’aeroporto Paris-Charles de Gaulle, Jouin Manku

“Con questa nuova lounge”, ha dichiarato il duo Jouin-Manku, “Vogliamo offrire ai clienti della compagnia aerea un vero momento sospeso nel tempo prima del decollo. Al centro della lounge, un'enorme finestra curva con vista sul cielo rafforzerà l’impressione di trovarsi in una bolla di serenità nel cuore dell'aeroporto. Abbiamo progettato uno spazio sensoriale e poetico in cui ogni cliente potrà godere della piacevolezza della sosta e del trascorrere del tempo”.

La qualità del tempo trascorso e la piacevolezza della permanenza negli spazi dell’aeroporto; cambiano i parametri vincolanti per il progetto, tutti incentrati, sino a pochi anni fa a garantire la sola efficienza dei flussi e dei cambi di terminal.

Non che siano temi minori, quelli dei tempi e della sicurezza dei viaggiatori, anzi. Ma li stimo affidando una invisibile interfaccia digitale, che ci accompagna dal momento del parcheggio sino all’imbarco o all’atterraggio. Gli operatori sanno che tipo di viaggiatori siamo, cosa preferiamo, quali le abitudini e i servizi che ci attendiamo di trovare in aeroporto e quando acquistiamo un volo.

Il poter essere a proprio agio, lavorare in tranquillità, riposarsi, condividere con i propri compagni di viaggio l’esperienza del volo, sono diventati aspetti imprescindibili in uno scenario che ha reso centrali nelle nostre vite, e anche sovrapponibili, gli aspetti della salute, della sicurezza e dello stare bene.

Rimaniamo
in Contatto
Per te informazioni su prodotti,
eventi, storie e altre novità.

Lasciati ispirare dalla nuova app Arper

Scarica l’app Arper sul tuo tablet, e comincia a esplorare il nostro mondo in un modo completamente nuovo!