Kata: Artisan made Soft Tech

© Marina Denisova© Marina Denisova

Cosa ha ispirato Kata?

Quando abbiamo iniziato a lavorare a questa collezione, abbiamo preso in considerazione sia aspetti tecnici che estetici. In generale volevamo introdurre una maggiore diversità di materiali nel catalogo Arper. Per questo abbiamo pensato a materiali dal sapore autentico, artigianale, come legno e fibre naturali, che consentono a questa seduta lounge di esprimersi con un linguaggio informale.

Un altro aspetto fondamentale della progettazione è stato la sostenibilità, tema centrale per il nostro studio, insieme alla costante attenzione ad un’interpretazione più soft della tecnologia. Kata è stata un’opportunità per prendere in considerazione la tessitura 3D – una tecnologia usata soprattutto per accessori come le sneaker o per le sedute da ufficio – che abbiamo approcciato da un’angolatura estetica del tutto diversa. Abbiamo adottato questa tecnologia interpretandola non secondo l’uso tradizionale – high-tech, sintetico, dinamico e sportivo – ma cercando di darle un connotato artigianale.

 

Come avete sviluppato la tecnologia di tessitura 3D e perché è importante per la collezione?

Abbiamo messo a punto due modelli differenti di tessitura 3D. Una è espressiva, si caratterizza per una texture definita, che reinterpreta graficamente l’impagliato delle tradizionali sedie di legno, comuni in molti Paesi dal bacino del Mediterraneo fino alla Scandinavia. L’abbiamo realizzata in modo da evocare la sensazione dell’imbottitura attraverso il materiale stesso e la lavorazione in 3D. Oltre a questa, abbiamo messo a punto un’ulteriore texture: un’opzione più delicata e neutra, pensata per creare abbinamenti armoniosi con il vasto catalogo di tessuti che contraddistingue Arper.

© Marina Denisova / Courtesy of Altherr Désile Park© Marina Denisova

Quali sono state le successive evoluzioni della tecnologia di tessitura 3D?

Lo sviluppo successivo si è rivelato un processo piuttosto lungo e complesso, che ha richiesto la sperimentazione di molte combinazioni di texture, trame, fili e colori. Per esaltare l’estetica naturale del tessuto, abbiamo intrecciato due filati di colore diverso e questo ci ha permesso di ottenere tonalità più irregolari e naturali; allo stesso tempo, variazioni, anche minime, nella combinazione dei colori portavano a risultati molto diversi sul design della seduta; era necessario potersi confrontare di persona per prendere delle decisioni insieme sul risultato che volevamo ottenere. Cosa piuttosto complessa, perché l’azienda che produce la tessitura 3D, Arper e il nostro studio hanno sedi in Paesi diversi. Soprattutto in tempi di Covid, gestire la fase di test e di campionatura per mettere a punto questo tessuto speciale è stato davvero impegnativo.

© Courtesy of Altherr Désile Park© Courtesy of Altherr Désile Park

Come sono stati scelti i colori per questa collezione?

Abbiamo sviluppato due trame per il filato 3D, disponibili in diversi colori. La prima è una texture ricca ed espressiva, che ricorda i sedili impagliati delle sedie in legno, tipiche della tradizione di molti Paesi, dalla Spagna alla Svezia. Per questa variazione abbiamo scelto colori naturali: lino, grano e carbone, in linea con il concept di Kata. La seconda texture è delicata e sobria. Questo pattern, più sottile, è stato studiato come sfondo neutro per accompagnare i cuscini, personalizzabili con i tessuti Arper, e viene proposto in tre colori: acqua, grano e carbone. È utilizzabile sia indoor sia outdoor.

© Marina Denisova© Marina Denisova

I principi di sostenibilità sono presenti nella progettazione della collezione?

Sì, fin dall’inizio la prospettiva della circolarità è stata parte integrante di questa collezione. Abbiamo scelto la tecnologia di tessitura 3D che contribuisce alla sostenibilità del prodotto a diversi livelli. In fase di produzione, per via della struttura del tessuto, la trama 3D consente di produrre esattamente la quantità di materiale necessario alla seduta, al contrario di una stoffa comune che comporta più scarti. Questo assicura l’assenza di sprechi o di eccesso di materiale. Inoltre la tessitura 3D veicola la sensazione di un cuscino imbottito in schiuma, senza che la riduzione del materiale utilizzato penalizzi il comfort. Infine, la trama 3D e l’imbottitura sono realizzati con lo stesso materiale e dunque l’intera seduta si può riciclare senza bisogno di separare l’imbottitura dal tessuto.

© Courtesy of Altherr Désile Park© Courtesy of Altherr Désile Park

Anche per il materiale sono state identificate soluzioni sostenibili. Le fibre del tessuto 3D provengono da plastiche riciclate post consumo trasformate in poliestere: vengono impiegate più di 40 bottiglie da mezzo litro in PET per produrre un chilo di filato. Questo non solo significa che ci sarà meno plastica nelle discariche, ma anche che il processo di produzione utilizza molta energia in meno rispetto alla plastica vergine e fornisce un'applicazione commerciale per i beni riciclati. Oltre a questi aspetti, molto significativi rispetto alla riduzione dell’impatto ambientale, abbiamo riscontrato che questo poliestere riciclato ha delle ottime prestazioni tecniche: il processo di riciclo ricostituisce la fibra a livello molecolare, quindi non c’è differenza tra il poliestere riciclato e quello vergine. Gli stessi vantaggi dell’uso del poliestere si applicano al materiale riciclato: appare e si comporta come la lana, ma con un’ottima resistenza all’allungamento, alle macchie, all’acqua, ai raggi UV e agli agenti atmosferici.

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Anche la selezione del legno per la base è stata molto attenta: il legno è intrinsecamente più sostenibile rispetto a materiali come alluminio o acciaio, ma va scelto attentamente. Quello utilizzato per Kata è sostenibile perché progettato per durare nel tempo e perché usa essenze certificate FSC, ovvero legno massello molto resistente, che ha anche avuto il tempo necessario per crescere e maturare. Per l’outdoor, ci siamo soffermati in modo particolare su un’alternativa sostenibile ai legni tropicali: abbiamo scelto la robinia, che possiede ottime proprietà di resistenza agli agenti atmosferici ed è di provenienza europea. Una silvicoltura di qualità richiede investimenti a lungo termine e non è compatibile con produzioni veloci all’insegna del profitto facile. Il legno rappresenta davvero un’opzione sostenibile in questo contesto specifico.

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