Famiglia: Karole Vail

© Peggy Guggenheim Collection. Ph. Matteo de Fina

Karole Vail
Direttrice della Peggy Guggenheim Collection

Nel giugno 2017, Karole P. B. Vail è stata nominata direttrice della Peggy Guggenheim Collection di Venezia e direttrice della Fondazione per l’Italia. Precedentemente, ha fatto parte dello staff di curatori del Solomon R. Guggenheim Museumdi New York, dove ha lavorato dal 1997. La sua mostra più recente al Solomon R. Guggenheim Museum è stata la retrospettiva “Moholy-Nagy: Future Present” (2016), che ha organizzato in collaborazione con l’Art Institute di Chicago e il Los Angeles County Museum of Art. Attualmente sta co-organizzando, assieme alla Fondazione Alberto e Annette Giacometti, la restrospettiva “Alberto Giacometti”, che verrà presentata al Guggenheim di New York nel 2018.

Presentazione

Sono direttrice della Peggy Guggenheim Collection dalla metà di giugno 2017: è un lavoro veramente nuovo per me. Vengo dal Guggenheim Museumdi New York, dove sono stata curatrice per vent’anni. Perciò, eccomi di nuovo in Europa, e qui a Venezia.


Su Peggy

Presentare l’eredità di Peggy è incredibilmente importante. I visitatori vengono qui, al museo, principalmente per il palazzo storico e per la collezione. Peggy ha dato vita a questa collezione a casa propria, e questa casa è diventata museo. Credo che le persone siano interessate a questo posto non solo perché si tratta di un museo con pezzi d’arte straordinari, ma anche per la storia personale che racchiude: quella di una donna che ha voluto fare qualcosa di molto particolare, qualcosa alla quale ha dedicato metà della sua vita.
Confrontarsi con questo genere di eredità – l’eredità di qualcuno che peraltro è mia nonna (e della cosa sono perfettamente consapevole) – è ovviamente molto speciale. Si tratta anche, com’è naturale, di una grossa responsabilità e di una sfida molto, molto eccitante. È mio desiderio rispettare questa eredità, per diversi motivi – personali e professionali – ma anche per tutti quelli che vengono qui, ogni giorno o anno.

© Peggy Guggenheim Collection. Ph. Matteo de Fina

Sul tracciare collegamenti, nuovi modi di vedere

Siamo qui per presentare – certamente non per imporre – dei modi di vedere l’arte. Si tratta di fornire una guida – ogni persona deve arrivare poi alle sue proprie conclusioni. Non possiamo imporre idee immutabili o preconfezionate. Ha piuttosto a che fare con la condivisione di esperienze – il desiderare che le persone approccino le cose in maniera diversa.


Sull’esperienza condivisa e la collaborazione

Più persone collaborano o lavorano assieme, e meglio è. Sono a favore di un dialogo aperto e dello scambio di idee. Questo è vantaggioso per tutti. Com’è ovvio, credo nello spirito di gruppo e nell’agire collegiale, l’ho sempre fatto. Più hai l’occasione di confrontarti con gli altri – specie nell’ambiente creativo – e più si generano benefici: per tutti, me inclusa.


Guardare avanti

Oltre a essere la nuova direttrice, sono anche curatrice, principalmente con una focalizzazione sull’arte del primo Novecento. Il mio compito qui è di preservare, arricchire e tramandare l’eredità, ma allo stesso tempo di prefigurare il senso e lo scopo di un museo nel ventunesimo secolo. Anche se la Peggy Guggenheim Collection è un sito storico è fondamentale mantenerlo vivo e dinamico, con uno sguardo sempre rivolto al futuro: questo è imprescindibile.

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