Abitazioni capaci di adattamento

01 dicembre 2022

Tipologie edilizie obsolete, mercato immobiliare inaccessibile, modelli sociali in evoluzione rendono le abitazioni, soprattutto nelle principali città del mondo, inadeguate. Come evidenziato da Frame Magazine
(“Verso una casa adattiva”), il mercato immobiliare non soddisfa la domanda, i suoi modelli di proprietà sono obsoleti e l'architettura è spesso inadatta al cambiamento di aspettative dei suoi occupanti nel corso della loro vita. Il co-living può rappresentare un modello residenziale alternativo, soprattutto nelle principali città del mondo, per comunità di single o anziani, o per coloro che si trovano momentaneamente in un contesto urbano. Questo modello si sta facendo strada a causa del costo elevato e della scarsa qualità degli immobili nel centro urbano e della difficoltà ad accedere a condizioni eque nel caso di periodi brevi di permanenza.

[leggi anche “Modelli di abitare condiviso” e “Come vogliamo vivere ora?”]

Su queste problematiche proponiamo dunque due casi studio paradigmatici, per riflettere su modelli alternativi di residenza: Episode Suyu 838 a Seoul, il più grande edificio a uso misto di co-housing del mondo; le nuove residenze progettate a San Jose, California, da Nabr, la start-up di alloggi, sostenuta da Bjarke Ingels Group. Il primo caso mostra la progettazione accurata di un microcosmo verticale dove coesistono 838 famiglie, negozi e servizi; il secondo, la progettazione di abitazioni ad alta flessibilità e tecnologia, nonché di modelli finanziari alternativi di accesso alla proprietà.

Episode Suyu 838, Seoul. Courtesy of Collective-b.

I Episode Suyu 838, Seoul.
Il modello

The Episode è un marchio co-Living lanciato da SK D&D per far fronte alle problematiche di solitudine, scarsità di alloggi e qualità di spazi abitativi ricorrenti nella società coreana. Nel Suyu, una mecca commerciale della parte settentrionale di Seoul, nasce Episode Suyu 838, il più grande edificio singolo di co-living al mondo, con strutture commerciali situate dal primo piano interrato al quarto e strutture residenziali dal terzo al 23° piano per un totale di 838 capifamiglia. Il progetto di interior è stato affidato a collective-b.

Episodio Suyu 838 è un modello integrato residenziale e commerciale. “Abbiamo condotto ricerche in diversi settori tra cui strutture residenziali, hotel, negozi e persino musei”, spiega Chung-heon Lee, Space Content Part SK D&D, “per comprendere meglio il valore dello spazio. Tra i nostri riferimenti il Museo Podo a Jeju che presenta una panca in materiale plastico riciclato, che è sia oggetto funzionale che artistico, e The Trunk Hotel di Tokio, per la completezza dello spazio, l'idea di socializzazione e dell'importanza reciproca e sociale di ogni scelta. Ad esempio, tutti i materiali della hall, dalle pareti ai tavoli, sono realizzati con materiali riciclati e i servizi puntano a ridurre l'impatto ambientale. Il nostro target sono i millennial, ovvero le famiglie da una o due persone a cui serve ridurre l'onere dei costi di affitto, ma che non cercano proprietà da acquistare. Andando avanti, vogliamo tentare opzioni abitative e modelli di business più ampi, inclusi alloggi per giovani adulti”.

La sala collettiva multifunzionale di Episode Suyu 838, Seoul.

II Episode Suyu 838
e gli spazi abitativi condivisi

“L'edificio”, continua Chung-heon Lee, “riflette l'idea di co-living in modi sperimentali. Un esempio è il tipo di camera con soggiorno in comune, che consente di avere non solo stanze personali più piccole, ma anche spazi abitativi condivisi e più espansi. Ci sono vari tipi di aree collettive: alcune, come l'area sky lounge, permettono di godere della magnifica vista sul monte Bukhansan. Abbiamo progettato una sala che può ospitare funzioni molteplici, tra cui uffici, fitness, lavanderia e mensa, in modo che i nostri residenti utilizzino lo spazio per le loro diverse esigenze. Gli abitanti possono sperimentare diversi tipi di attività comuni mensili, comprese attività incentrate sui fattori ESG (environmental, social, governance), come il plogging e la cucina vegana. Inoltre, tramite app mobili, possono utilizzare una gamma di servizi in base alle proprie preferenze, come la pulizia delle stanze, il controllo IoT e il servizio per l'arredamento della casa.

Palestra condominiale di Episode Suyu 838, Seoul.

Alice Yoo, PMP a Collective-b, aggiunge: “nell'interior design ci siamo concentrati più sul comportamento umano che sull'impressione estetica. Ad esempio, abbiamo sviluppato un sistema di segnaletica per collegare e differenziare in modo intuitivo gli spazi residenziali da quelli commerciali. Gli ambienti sono progettati per essere flessibili, in modo che ciascuno possa abilitare funzioni e attività differenti in modo autonomo. Oltre all'utilizzo di materiali eco-compatibili, il design è modulare per tutti i mobili, per spostare e trasformare lo spazio in base all'uso desiderato. La sostenibilità è alla base: circa l'80% dei mobili sono stati realizzati con materiali riciclati, per una riduzione di circa 3 tonnellate di emissioni di carbonio. La maggior parte delle finiture riducono al minimo la lavorazione secondaria, abbattendo l'ammontare dei rifiuti industriali e consentendo un più facile riciclo a fine vita”.

Una delle residenze in costruzione da Nabr a San Jose, California.

III Nabr e le tipologie di case flessibili

Nabr è una società immobiliare di alloggi altamente tecnologici diretta al consumatore e nata in California. Tra i fondatori si annoverano Bjarke Ingels (Bjarke Ingels Group), Roni Bahar (ex WeWork) e Nick Chim (fondatore di Google[X] spin-off). I primi esperimenti residenziali sono in corso a San Jose. Sia pure nel pieno della crisi abitativa, San Jose e la Bay Area dispongono di eccellenti infrastrutture e sono ben posizionate. In particolare il quartiere (SoFA), in cui Nabr sta edificando tre torri residenziali, ospita una fiorente scena artistica e culturale. La società immobiliare californiana vuole rispondere alla domanda di abitazioni non tanto producendo il volume di case necessario, quanto piuttosto creando case incentrate sulla tecnologia e dal design accattivante e personalizzabile. Ogni edificio in costruzione ha una gamma variabile di abitazioni. Si prevede che la prima torre, SoFA One, avrà 150 unità e i tre edifici un totale di 500 case in vendita. Nabr sta offrendo contratti di locazione LEAP (“landlord engagement assistant programme”: incentivi per i proprietari con unità abitative in affitto), che fungono da ponte per convincere i conduttori verso il mutuo convenzionale. In futuro, è possibile che proponga formule di “proprietà frazionata” (o multiproprietà).

Arredi e soluzioni flessibili con tecnologia integrata. Courtesy of Nabr.

Il progetto architettonico è uno dei plus delle abitazioni: flessibile a molteplici usi e adattabile nel tempo alle mutevoli esigenze e stili di vita degli abitanti. “Una casa Nabr cresce con te”, spiega Hannah Nice, Creative Content Manager di Nabr. “Offriamo al proprietario la possibilità di partecipare e aggiornare il design dell'abitazione tramite la nostra app, dove possono essere disposti adattamenti di interior design. Ad esempio, trasformare la seconda camera da letto in una stanza per bambini. Vogliamo offrire un'esperienza di vita più 'snella', che mette al primo posto il benessere dei residenti. Tramite l'applicazione di Nabr si può controllare tutto, dal riscaldamento al wi-fi, alla quantità di luce che viene lasciata entrare dalle finestre, per risparmiare sia sul consumo di energia sia sui costi di raffreddamento. L'app gestirà anche eventuali riparazioni o problemi che si presentano mentre si abita la casa. Questo è il futuro: un'esperienza tecnologica rapida ed efficiente, che consente di vivere una vita migliore e più sana”.

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