Suggerimenti per spazi più felici

11 gennaio 2023

Edifici, spazi e città influenzano i nostri stati d'animo. La buona architettura può rendere le persone più felici e sostenerne la salute mentale, mentre un design scadente può avere l'effetto opposto. Lo sostiene con una serie di prove scientifiche e interdisciplinari l'architetto Ben Channon oggi, più che progettista, consulente di design per il benessere per la società Ekkist, che aiuta i team di progettazione a creare luoghi più sani. L'interesse nel design per la salute mentale e il benessere nasce dall'esperienza personale di Channon, che ha sofferto di problemi di ansia intorno ai venticinque anni. Da questa ricerca continuativa sono nate due pubblicazioni – Happy by Design (2018) e The Happy Design Toolkit (2022) – che esplorano il rapporto tra edifici e felicità attraverso una serie di fonti scientifiche e consigli pratici di progettazione. Sottolineando come l'illuminazione, il comfort, il controllo sui nostri ambienti e l'accesso alla natura, l'esercizio fisico e l'interazione sociale influenzino il modo in cui ci sentiamo e possano perfino contrastare l'isolamento sociale.

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D  -  Quali sono i presupposti di spazi progettati per il benessere?


R  - Salute fisica e mentale sono strettamente collegate e il benessere è olistico. Un ottimo punto di partenza è lo WELL Building Standard che considera questioni come la qualità dell'aria e dell'acqua, il tipo di cibo a cui le persone hanno accesso, la quantità di luce diurna che entra in un edificio, se lo spazio incoraggia le persone a essere attive, se ci sono fattori di comfort termico e acustico e i materiali che andiamo a usare in un edificio. A ciò si aggiungono anche concetti come il controllo e l'autonomia che le persone hanno nello spazio, la sensazione di sicurezza e perfino se i luoghi influenzano il nostro senso di autostima o se ci rendono più connessi socialmente o se tendono a isolarci. Per creare un edificio sano, indipendentemente dal suo utilizzo, dobbiamo considerare tutti questi aspetti in parallelo. E poiché sono interconnessi, quando ne miglioriamo uno avremo effetti positivi a catena. E ciò si attua non solo nello spazio costruito ma anche nella relazione tra noi e l'ambiente. Per esempio, possiamo incoraggiare il 'pendolarismo attivo', ovvero l'attività delle persone nel proprio tragitto giornaliero – camminare, fare jogging o andare in bicicletta – che, statisticamente e in paragone con le persone che guidano o che prendono la metropolitana, rende più felici e migliora persino la prestazione di lavoro, oltre a ridurre la nostra impronta di carbonio.

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Spazi a doppia altezza con materiali e illuminazione naturali e colore, soprattutto verde, quali possibili suggerimenti per uno spazio più sano. Courtesy of Ben Channon.

D  -  Qual è la relazione tra dati oggettivi e buon design?


R  -  Esiste un'enorme quantità di dati e prove che confermano quanto l'ambiente costruito abbia un impatto significativo su come ci sentiamo, pensiamo o ci comportiamo. Sono ricerche di psicologia ambientale più che di progettazione architettonica o di interior design. Ad esempio, studi che esaminano il design delle carceri hanno scoperto che altezze inferiori del soffitto corrispondono a tassi maggiori di incidenti violenti tra i detenuti. Oppure, quando le persone sono esposte a meno luce diurna in ufficio, dormono meno durante la notte. In un certo senso, ogni decisione progettuale sull'ambiente costruito ha un impatto psicologico sulle persone che lo utilizzano. E dunque i progettisti devono conoscere e comprendere le scienze e le prove tangibili alla base del 'buon design' per sostenere il proprio progetto.

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Uno dei centri per malati oncologici Maggie’s al Royal Marsden, progettato da Ab Rogers Design. Tra gli arredi, le sedie Arcos e le poltroncine Bowl Chair di Arper. © Ab Rogers Design.

D  -  Ci sono materiali che hanno un effetto benefico sulle persone?


R  -  Sì, è importante che li consideriamo sia in termini di salute mentale che fisica. Per il benessere mentale e lo stato d'animo in generale, i materiali naturali, in particolare il legno, sembrano avere un effetto positivo. Diverse ricerche dimostrano che l'uso del legno può abbassare i livelli di cortisolo degli occupanti – ormone collegato allo stress – attivando il nostro sistema nervoso parasimpatico. E ciò può promuovere processi di guarigione e di recupero nel corpo. Per favorire la salute fisica è necessario evitare i materiali nocivi. Per fortuna, già è vietata la maggior parte dei materiali più pericolosi quali l'arsenico, il piombo, il mercurio o l'amianto. Tuttavia, ci sono ancora molti materiali nell'edilizia dannosi per la nostra salute, come quelli che rilasciano nell'aria composti organici volatili (VOC) quali la formaldeide o il benzene. Per questo motivo è importante assicurarsi di scegliere materiali non tossici e a basso contenuto di VOC ed evitare, ove possibile, certi prodotti in plastica per limitare l'impatto delle microplastiche disperse nell'ambiente sui nostri corpi. Allo stesso modo, fornire un edificio sano non si esaurisce nella sola progettazione e costruzione: è importante gestire i fabbricati affinché continuino a prendersi cura della salute degli occupanti negli anni a venire.

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Spazi multifunzionali per la condivisione e scale dalla matericità tattile. Courtesy of Ben Channon.

D  -  Dove risiede il compromesso tra il progetto del benessere e l'espressività creativa del progettista?


R  -  Non credo che la questione debba essere vista come un compromesso. Penso che la progettazione di edifici 'sani' sia, di fatto, 'buon design'. Portare luce naturale in uno spazio o progettare 'momenti speciali' in un edificio che suscitino gioia nelle persone è una questione di espressività creativa, che porta con sé la necessità di edifici più rispettosi dell'ambiente. Per 'momenti speciali' intendo qualsiasi soluzione che elevi l'edificio al di sopra dello standard, come ad esempio, un corrimano tattile in un bel legno massello o scolpito nel muro in pietra che corre lungo la scala, anziché in metallo o in plastica 'pronto all'uso'; spazi di accoglienza aperti o a doppia altezza anziché a un piano e con sole luci artificiali; l'uso del colore, soprattutto il verde, per creare ambienti più accoglienti. Anche se ciò potrebbe costare di più, lascerà una migliore impressione sui visitatori e migliorerà la vita quotidiana degli occupanti abituali. Spero che porre il benessere al centro della progettazione porti ancora più ispirazione ai progettisti non solo nella risoluzione dei problemi, ma anche come creatività.

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Le sale d’attesa dell’Abdali Hospital ad Amman, in Giordania, mostrano la scelta di colori tenui e domestici, materiali caldi e naturali e luce diurna diretta. Tra gli arredi, la panca modulare Zinta, il tavolino Dizzie e il tavolo basso Ply Table.

D  - Ci sarà in futuro una figura professionale che coordini il know-how delle tante professioni e discipline che la progettazione per il benessere implica?


R  -  Questo è attualmente il mio lavoro! Ci definiamo 'consulenti di design per il benessere' e il nostro intero ruolo consiste nel collaborare con tutti i diversi membri del team di progettazione per assicurare che gli edifici siano salutari per le persone che li utilizzano. E ciò implica che il cliente e il team di progettazione abbiano tale obiettivo dal momento in cui acquisiscono un sito, o persino da quando ne selezionano l'ubicazione.

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