Ecodesign. Le crisi come opportunità

28 agosto 2022

Non c'è dubbio che il mondo stia attraversando un momento difficile, con guerre e conflitti, crisi economiche e finanziarie globali, cambiamenti climatici, scarsità di risorse e ingiustizie sociali. Urge una trasformazione verso sistemi di produzione e consumo più sostenibili. Soluzioni che forniscono vantaggi socialmente significativi e che migliorano la qualità della vita creando valore ed evitando danni ecologici, perfino con un impatto positivo sull'ambiente naturale. [cfr. Ursula Tischner et al., How to do Ecodesign, 2015).

Photo Credits: Agim Meta, ecosense

Ma con un po' di creatività, le crisi possono diventare opportunità. E il design gioca un ruolo importante: la fase di progettazione e sviluppo di prodotto è decisiva su circa l'80% dell'impatto ambientale e dei costi di produzione [cfr. W. Hopfenbeck, C. Jasch, Eco-Design. Politica di prodotto orientata all'ambiente ,1995]. A vari livelli: dalla durabilità alla riparabilità e riciclabilità, che creano una maggiore fidelizzazione del cliente; dalla corretta politica dei prezzi sui prodotti, in base alla loro durata, all'utilizzo di materie prime biodegradabili o di sistemi di restituzione, raccolta e riciclo. È fondamentale ridurre il consumo di materiali ed energia e gli sprechi nella fase produttiva, eliminando gli agenti inquinanti e, quindi, minimizzando il rischio. Una progettazione e una produzione corrette garantiscono buoni standard sociali, un'equa distribuzione del valore aggiunto lungo la catena di produzione e offerte sul mercato che non danneggiano né gli utenti né le parti interessate. Sono storie virtuose che seguono strategie di sostenibilità [ovvero di design], oggi apprezzate e richieste da investitori, clienti, consumatori e perfino dalla politica.

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Per quanto riguarda l'arredo, sfortunatamente, sono molte le aziende che promettono più di quello che offrono, così come si sono venuti a creare svariati “miti urbani” o supposizioni sulla sostenibilità dell'arredo, che vanno smentiti attraverso valutazioni e azioni serie. Di seguito alcune chiarificazioni.

La professoressa Ursula Tischner, fondatrice di econcept, Agency for sustainable Design. Photo: FH Joanneum.

I La selezione di materiali
sostenibili per l'arredo

Esistono molti pregiudizi sulla sostenibilità dei materiali. Ad esempio, la carta non è necessariamente più sostenibile della plastica, anche se svariati provvedimenti governativi europei e perfino le ONG spingono per eliminare gradualmente i prodotti in plastica monouso. Analogamente, le bioplastiche non sono necessariamente più sostenibili delle plastiche a base di oli minerali o petrolio, anche se il termine suona più ecologico. Negli studi sulla valutazione del ciclo di vita (LCA), spesso la carta ha impatti ambientali sull'intero ciclo di vita più elevati rispetto alla normale plastica. Lo stesso vale per bioplastiche come il PLA (acido polilattico) a base di mais rispetto, ad esempio, al PP (Polipropilene) o al PE (Polietilene). Il grande vantaggio della carta e delle bioplastiche, se sono veramente biodegradabili, è che si degradano molto più velocemente quando finiscono nell'ambiente rispetto alla plastica normale, che impiega centinaia di anni causando danni agli ecosistemi mentre lo fa.

Se possiamo evitare che i nostri prodotti finiscano nell'ambiente, come normalmente accade per i mobili, i materiali plastici convenzionali di alta qualità potrebbero non essere una cattiva opzione. Ciò è ancor più vero per i materiali plastici riciclati. Altri materiali a base biologica provenienti da materiali di scarto dell'agricoltura o da piante a crescita rapida quali la canapa, che non creano concorrenza alla produzione alimentare, potrebbero essere più interessanti per il settore dell'arredo rispetto alle bioplastiche o a materiali che prevedono l'abbattimento di alberi completamente cresciuti. La deforestazione svolge un ruolo importante nel cambiamento climatico.

IIMateriali e LCA.
L'esempio dei sacchetti di plastica

Per selezionare i materiali più sostenibili per uno specifico prodotto dovremmo analizzarne l'applicazione, lo scopo, il sistema della produzione e il relativo ciclo di vita. Quindi confrontare e valutare le opzioni più adatte, ad esempio, attraverso lo screening dell'LCA. Se facciamo una comparazione, ad esempio, sulle borse per la spesa, quelle più comuni realizzate con LDPE vergine (polietilene a bassa densità), oppure quelle in LDPE riciclato, in carta vergine, carta riciclata e in materiale bioplastico PLA, notiamo che, dal punto di vista del LCA, i “vincenti” sono i sacchetti in plastica LDPE riciclata, che possono essere nuovamente riciclati al termine del loro ciclo di vita. Mentre, sia le alternative in carta sia il sacchetto in plastica biologica causano impatti ambientali molto più negativi.

IIIProgettare la circolarità da zero

I mobili sono prodotti di lunga durata. È importante selezionare materiali con la corretta durabilità e proprietà tecniche ed estetiche, che possono essere riutilizzati, riparati, rinnovati e riciclati al termine del primo periodo di utilizzo. Ciò significa che la circolarità va progettata dall'inizio e che essa non coincide soltanto con la possibilità del riciclo materico alla fine. Il design deve favorire la circolarità di materiali ed elementi costitutivi, grazie alla facilità di smontaggio, alla riparabilità e intercambiabilità delle parti, alla modularità e standardizzazione delle connessioni. Alla base, l'efficienza dei materiali. Ma poiché tutti questi processi di trasformazione utilizzano energia, fonti di energia rinnovabili dovrebbero essere preferite, altrimenti l'economia circolare implementerà ulteriormente il cambiamento climatico. Inoltre, le sostanze tossiche dovrebbero essere eliminate, altrimenti si accumuleranno nei materiali riciclati. Alcuni produttori di mobili stanno esplorando l'“estrazione urbana” [ovvero il recupero di metalli e risorse utili dai processi industriali locali] e l'upcycling, riutilizzando prodotti e componenti “secondi” nella progettazione di nuovi mobili. Alcuni utilizzano persino i mobili esistenti recuperati dai loro clienti, integrati nel design dei nuovi pezzi d'arredo.

Fermata dell'autobus intelligente che utilizza l'energia solare. Progetto di Dan Dittmar, Alix Salzinger, Vanessa Bean, Master Graduates Sustainability Design, Savannah College of Art and Design.

IVZero emissioni:
prima ridurre e poi compensare

Il cambiamento climatico può essere combattuto su molti fronti, come aumentare l'efficienza energetica, affidarsi a fonti di energia rinnovabile (vento, sole, acqua), produrre di più localmente per ridurre i trasporti, limitare i rifiuti organici o utilizzarli negli impianti di biogas e fare affidamento su materiali più rispettosi dell'ambiente. C'è molto da fare a livello locale: edifici aziendali, coperture di parcheggi o spazi aperti potrebbero essere luogo di impianti per la produzione di energia solare o eolica; i rifiuti di legno possono essere utilizzati per la produzione di energia o calore; il trasporto può essere ripensato per ridurre l'impatto ambientale [non solo nei mezzi di trasporto ma anche nelle pratiche, come il car-pooling o il car-sharing]. Le restanti emissioni di Co2 possono essere compensate da investimenti in progetti quali la riforestazione o l'aumento dell'efficienza energetica altrove. Tuttavia, è essenziale capire che il primo passo dovrebbe essere quello di ridurre al minimo le proprie impronte di Co2, prima di procedere alla compensazione di quelle emissioni che non possono essere eliminate. È anche un “mito” che esistano materiali veramente “Co2 neutrali”, poiché anche quelli che crescono e assorbono le emissioni di Co2 [come il legno] passeranno attraverso la raccolta, il trasporto, la lavorazione e altri processi che consumano energia, combustibili e materiali aggiuntivi.

La progettazione per la sostenibilità implica compromessi e scelte talvolta contrastanti che pongono designer, i product manager e, in generale, le aziende a basare le proprie decisioni su valutazioni oggettive quali l'LCA, la valutazione della circolarità e degli effetti sociali, la valutazione sulla biodiversità di prodotti e servizi. Sono disponibili strumenti online e software che consentono di eseguire tali analisi in modo relativamente semplice ed efficiente in termini di tempo. E che dovrebbero essere usati molto più frequentemente nella progettazione del prodotto e nei processi decisionali delle aziende. Il prossimo Passaporto del prodotto digitale, suggerito dall'Unione Europea, porterà comunque le aziende a raccogliere questo tipo di conoscenze e informazioni. Prima iniziano, meglio è. Quando saranno sul mercato più prodotti e servizi più sostenibili, allora sarà il momento di raccontare testimonianze positive.

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